Un anno dopo

Passando davanti alla libreria Cavallini, sotto il portico, avevo scorto, dentro la bottega, la ragazzetta dalle mani piccole, che ricordavo di aver veduto un anno prima al mio fianco in un cinematografo di Milano. Quella volta stava con la madre, una signora grossa coi denti d’oro.

Io l’avevo notata, allora, perché stava come semisdraiata sulla poltrona, senza disgustare, anzi in maniera disinvolta da parer graziosa. Mi era piaciuta per questo. Aveva, del resto, una testa delicata gonfia di capelli biondi e una vita sottilissima. Non mi aveva dato nessuna emozione e, cosa rara in me, non avevo pensato di potermene innamorare.

Antonio Delfini, Un anno dopo, da “Il ricordo della Basca”

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