nel tentativo di fare un romanzo

 

 

 

 

 

 

 

 

«A un anno esatto dalla mia espulsione dal liceo scientifico «Tubbo», le mie giornate si trascinavano monotone nel negozio di cappelli di mio zio Mariano. Dalla mattina alla sera lui stava seduto di sghimbescio con mezzo busto sopra il tavolo e l’altro mezzo sporgente nel vuoto, mentre nella strada polverosa si sentivano i rombi dei camion. I cappelli erano disposti sugli scaffali secondo le gradazioni dei loro colori, ma in una zona del locale in cui diventavano subito sporchi. Restavo sempre vicino a lui, facendo conti minuziosi o compulsando i registri, o tracciavo segni su un mio blocco nel tentativo di fare un romanzo.»

Maurizio Salabelle, Un assistente inaffidabile, 1992

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mentre scrivo

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«I più bei giorni della mia vita cominciarono in questa città i primi di novembre. Sono trascorsi da quella data vari anni, e con essi è trascorsa la mia breve giovinezza e la sua felicità. Oggi, mentre scrivo, è ancora novembre, ancora io vivo in questa città, e in essa nulla è così radicalmente mutato che non si potrebbe, volendo, riconoscerle l’aspetto di allora; ma sono mutati gli uomini e le cose, e le vicende, se pure a volte in tutto simili a quelle di un tempo, non ne hanno certo lo stesso carattere.»

Anna Maria Ortese, Poveri e semplici

Veladiano

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«Una bambina brutta è grata a tutti per il bene che le vogliono, sta al suo posto, ringrazia per i regali che sono proprio quelli giusti per lei, è sempre felice di una proposta che le viene rivolta, non chiede attenzioni o coccole, si tiene in buona salute, almeno non dà preoccupazioni dal momento che non può dare soddisfazioni.
Una bambina brutta vede, osserva, indaga, ascolta, percepisce, intuisce; in ogni inflessione di voce, espressione del viso, gesto sfuggito al controllo, in ogni silenzio breve o lungo, cerca un indizio che la riguardi, nel bene e nel male. Teme di ascoltare qualcosa che confermi quello che sa già, e cioè che la sua esistenza è una vera disgrazia.
Spera di sentire una parola che la assolva, fosse pure di pietà.
Una bambina brutta è figlia del caso, della fatalità, del destino, di uno scherzo della natura. Di certo non è figlia di Dio».

Mariapia Veladiano, La vita accanto, Premio Calvino 2010