nel tentativo di fare un romanzo

 

 

 

 

 

 

 

 

«A un anno esatto dalla mia espulsione dal liceo scientifico «Tubbo», le mie giornate si trascinavano monotone nel negozio di cappelli di mio zio Mariano. Dalla mattina alla sera lui stava seduto di sghimbescio con mezzo busto sopra il tavolo e l’altro mezzo sporgente nel vuoto, mentre nella strada polverosa si sentivano i rombi dei camion. I cappelli erano disposti sugli scaffali secondo le gradazioni dei loro colori, ma in una zona del locale in cui diventavano subito sporchi. Restavo sempre vicino a lui, facendo conti minuziosi o compulsando i registri, o tracciavo segni su un mio blocco nel tentativo di fare un romanzo.»

Maurizio Salabelle, Un assistente inaffidabile, 1992

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