Fanno pensare all’estate

milioni-di-milioni-marco-malvaldiI gialli di Marco Malvaldi sono divertenti e fanno pensare all’estate. Forse perché nei suoi romanzi il mare appare sempre, in qualche modo, o forse per la leggerezza della scrittura che fa pensare a quando, rilassati, si legge un bel giallo sotto l’ombrellone.
Prima di andare completamente fuori strada però è bene precisare che questo romanzo si svolge in pieno inverno. I milioni di milioni del titolo sono i fiocchi di neve che cadono in una sola notte sul paese di Montesodi Marittimo dove il mare si vede, forse, solo dalla cima delle sue montagne.

È durante il suo terribile viaggio solo curve verso Montesodi Marittimo che conosciamo il protagonista di questo romanzo, il dottor Piergiorgio Pazzi, un genetista dell’Università che insieme ad una collega esperta di archivi, la bellissima e sensualissima dottoressa Margherita Castelli, dovrà cercare di capire il segreto della misteriosa forza che accomuna gli abitanti di sesso maschile. Caratteristica che ha reso Montesodi Marittimo il paese più forte d’Europa.
È con un’ironia tutta toscana che Malvaldi ci fa conoscere paese e abitanti: il paese diviso in due da una strada con una fortissima pendenza, tanto da essere universalmente conosciuta come la Schiantapetti, con un’edicola che è anche alimentari e ha annesso il distributore di benzina, un ristorante e un bar, rispettivamente all’inizio, a metà e a fine della salita e una volta arrivati in cima, una piazza con la casa del sindaco da una parte, la chiesa dall’altra e un po’ fuori dal paese la dimora Filopanti Palla il cui gaudente proprietario di qualche generazione precedente aveva riconosciuto in punto di morte la paternità di parecchi abitanti (quasi tutti gli abitanti portano infatti un doppio cognome). Tutte le altre case si trovano nella prossimità della piazza. Conosciuto il posto, passiamo ai personaggi e come nelle commedie di Peppone e Don Camillo, conosciamo subito il sindaco, abile cacciatore e terribile buongustaio, con una moglie – la sindachessa – che te la raccomando; i due preti: uno anziano e malmesso e uno giovane e bello proveniente dall’Etiopia; il dottore; il notaio; il maresciallo; la vecchia maestra del paese, la vetusta e malandata ma argutissima signora Annamaria Zerbi Palla, rimasta vedova e con un figlio poco raccomandabile, e tutta la schiera di giovani e meno giovani zittelle di contorno.
Durante la notte della formidabile nevicata, con il paese rimasto completamente isolato, una persona viene uccisa…
Lo scenario del delitto è un po’ come la classica stanza chiusa a chiave dall’interno: ci troviamo nell’esempio per antonomasia di trama in giallo: l’unica strada è divisa in due da un metro e mezzo di neve; alcuni dei paesani sono bloccati o a casa oppure in chiesa per il consueto rosario serale e il solo indiziato rimane il nostro dottor Piergiorgio Pazzi.

Ecco allora che per scagionarsi e trovando nell’archivista una insperata – visti i precedenti rapporti tra i due – e formidabile alleata, il nostro protagonista inizia a muoversi con curiosità e ironia tra gli scandali del paese, gli incerti rapporti parentali, le vecchie diatribe e gli antichi rancori mai del tutto dimenticati.

I nostri due improbabili investigatori si muovono seguendo l’istinto personale ma anche la loro formazione – scientifica per il dottor Pazzi, umanistica per la dottoressa Castelli – che li porta a confrontarsi non solo sugli indizi del caso ma, sotto un cielo stellato, anche su scienza e letteratura.

Gli sforzi dell’improbabile duo porteranno alla scoperta della verità che, come nel più classico romanzo giallo, verrà svelata in una sorta di riunione collettiva alla fine del romanzo.

Milioni di milioni è una tipica investigazione all’inglese basata su indizi più o meno nascosti ma con una ambientazione che più toscana non si può. Si legge con estremo piacere forse grazie anche al tono scanzonato del dialetto e alla feroce ironia nei confronti dei personaggi che ce li rende ancora più reali. Sembra davvero di aver passato qualche giorno in un paesino isolato della Toscana dove in pochissimo tempo si viene a sapere vox populi virtù ma soprattutto vizi e scandali dei nostri vicini di casa. Il romanzo è molto divertente, tanto che a volte il lettore dimentica di prestare attenzione alle piccole incongruenze che porterebbero una persona attenta a scoprire il colpevole.
In una intervista rilasciata al BookCity Milano 2012 Marco Malvaldi ha rivelato alcuni particolari di sé, rituali e scaramanzie che accompagnano la stesura di ogni romanzo. Un’idea di un romanzo viene condivisa a cena con i suoi amici. Se il racconto piace, acquista un computer (nuovo computer per nuovo romanzo!) e inizia a scrivere. Per non far fuori tutti gli abitanti di Pineta (dove si trova il BarLume, il microcosmo nel quale nascono e si svolgono le vicende del suo personaggio più famoso, il “barrista” Massimo con la banda dei vecchietti) – abitanti che sono solo cinquemila, specifica lo scrittore attento a tutto quello che ha a che fare con i numeri – ci farà attendere ancora un po’ prima di scrivere un’altra avventura.
Malvaldi poi confessa nell’intervista di aver rubato la trama di Milioni di milioni alla moglie, cambiandone solo l’ambientazione. A questo punto, con chi dei due ci si debba congratulare resta un insolubile mistero!

Marco Malvaldi, Milioni di milioni, Sellerio

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