il desiderio di cominciare una nuova vita.

tarkovskijE alla fine l’inverno è arrivato. Cade la prima neve.
In centro la spaleranno con le macchine, prima che faccia giorno, e i portinai ricominceranno la loro lotta quotidiana, una lotta che durerà ancora diversi mesi, fin quasi all’inizio di aprile.
Qui, invece, ai margini della città, questa neve leggera e ancora giovane è causa di grande allegria. Fa pensare al nuovo anno, sembra l’inizio di una festa. Le giornate sono ancora buie, come sempre in novembre, ma la gente, uscendo di casa, non può fare a meno di pensare: «Ecco arrivato l’inverno… E così un altro anno è passato!…». E quando attraverso le nuvole basse si indovina il sole, quella strada lunga con un’alta casa bianca in mezzo alle casette di legno con gli steccati davanti e le legnaie in fondo al cortine sembra una donna troppo elegante e perciò un po’ imbarazzata.
Intanto vi regna un silenzio nuovo, già invernale, in cui ogni rumore pare leggero, semplice e sonoro. E in fondo all’anima nasce il desiderio di cominciare una nuova vita.

Andrej Tarkovskij, Bianco, bianco giorno, in Racconti Cinematografici, Garzanti, 1994

L’Assedio di Gianni Boccardi

L’Assedio – MCCCV

di Gianni Boccardi

Nuove Esperienze (2009)

di Elena Zucconi

7d44ef6d5452dd96365ce4febd5b7cPasseggiando per le vecchie vie pistoiesi è impossibile non respirare il medioevo. Più probabile che il distratto passante semplicemente non ci pensi, ma Pistoia è tutto un susseguirsi di vecchie pietre, da quelle che ricoprono il fondo stradale, a quelle che si innalzano sulle pareti di vecchie costruzioni. E se gli indizi non fossero ancora sufficienti, basterà alzare lo sguardo verso le targhe con i nomi delle strade. La libreria Les Bouquinistes, per esempio, si trova in via dei Cancellieri nome della famiglia che, per le lotte di potere tra i suoi appartenenti, dette l’avvio alla scissione dei guelfi nelle due contrastanti fazioni dei bianchi e dei neri che tanti danni provocarono a Pistoia.

L’autore de L’Assedio, Gianni Boccardi, ci ha raccontato che da bambino si divertiva a giocare con i soldatini insieme agli amici. Successivamente, crescendo, i soldatini – o meglio, i modellini – ha iniziato a realizzarli studiando con attenzione il periodo storico ai quali appartenevano, coltivando una predilezione per il medioevo che lo ha portato successivamente ad affrontare la stesura di alcuni libri.

Nasce così anche L’Assedio, una storia di fantasia che si intreccia con la storia vera, quella con la esse maiuscola, di Pistoia. E se non è vero che il medioevo rappresenta un periodo totalmente buio della storia, certo è che gli undici mesi in cui Pistoia fu assediata, rappresentano uno dei periodi più duri e difficili del suo passato. Nel 1305 la sensibilità comune era ben diversa, si moriva con estrema facilità, le condizioni igieniche erano terribili per tutti e la povertà di alcune fasce della popolazione era estrema. Ma la crudeltà che contraddistinse l’assedio di Pistoia fu eccezionale anche per quei tempi e le testimonianze riportano episodi cruenti, sadici e totalmente privi della benché minima traccia di umanità che hanno impressionato e colpito l’autore. Forse questo suo libro nasce proprio da qui.

E allora al lettore non resta altro che armarsi di buona volontà e iniziare a leggere, trainato dalle storie di alcuni personaggi per ripercorrere ciò che accadde e ciò che è molto probabile che sia accaduto insieme a ciò che sicuramente non accadde mai, ma che serve all’autore per farci viaggiare nel tempo.

E così, con una ricostruzione storica ai limiti del maniacale, tra personaggi realmente vissuti che Boccardi ci presenta nel modo più reale possibile, descrivendo anche aspetti caratteriali che ha ricostruito rispettando i documenti del tempo, ci muoviamo tra il reale e il fortemente probabile inseguendo una storia di fantasia.

Andrea della Rosa un cavaliere laico dei templari, insieme all’amico fraterno Amid arriva a Firenze per esaudire l’ultimo desiderio di suo padre: riscuotere una cambiale per avviare un’attività commerciale tra la Toscana e Cipro, sua terra natale. Ma la casa dei Cavalcanti che deve onorare il debito è andata distrutta in un incendio, il capofamiglia è morto e la sua casata dispersa. Un loro vecchio servo darà ad Andrea in gran segreto un anello con il simbolo di una rosa e gli consiglierà di partire per Pistoia.

Da questo momento in poi, Andrea e Amid si troveranno a far parte di qualcosa che non riusciranno a capire, come se facessero parte di un piano, di un disegno più grande.

Seguendo il consiglio del servo i due si ritroveranno a Pistoia poco prima del famigerato assedio. In loro compagnia il lettore rivivrà le tristi vicende legate alla guerra, alle lotte intestine, alla precarietà dei tempi resi ancora più incerti dal non sapere chi è dalla parte di chi: dove il male e il bene spesso e volentieri sono talmente intersecati da non essere più minimamente distinguibili.

E a pagarne le conseguenze sarà Pistoia come città e come popolazione.

 

 

Divier Nelli – Amore dispari

di Elena Zucconi

Amore dispariIl titolo è una chiara introduzione alla trama del romanzo e la citazione di Mark Twain su ciò che è reale e su ciò che reale sembra soltanto, prepara il lettore a ciò cui andrà incontro.
Si parla d’amore, un amore dispari perché combattuto ad armi impari tra un adolescente e una donna di vent’anni più grande.
Ad un incrocio stradale Daniela, trentasette anni, sposata ad un famoso ortopedico e con una bambina di due anni, in un momento di distrazione, travolge Lorenzo, sedici anni, liceale, figlio di genitori divorziati. L’incidente sembra non avere altre conseguenze – Lorenzo indossava il casco per fortuna e il motorino riporta solo un’ammaccatura – se non quella di farli incontrare.
Di lì a poco i due inizieranno una relazione e Lorenzo la sua prima storia d’amore, al ritmo di numerosissimi sms e di fugaci quanto focosissimi appuntamenti.
Ma quando la relazione finisce, Lorenzo non sa più come fare, come se si fosse interrotto il collegamento con quella che era stata la sua esistenza fino a quel momento.
Il ragazzo avverte dentro di sé una spaccatura e si ritrova profondamente solo, incapace di elaborare un dolore troppo grande come solo nel periodo dell’adolescenza si è in grado di provare. E lo smarrimento è ancora più totale perché Lorenzo si scopre incapace di comunicare, come se questa esperienza lo avesse posto in una terra di nessuno: non parla più il linguaggio dei suoi coetanei e non ancora quello degli adulti tanto da rendere impossibile qualsiasi confidenza con la madre.
C’è un romanzo che non posso fare a meno di ricordare. Amore dispari, per certi aspetti, mi ricorda Lolita di Vladimir Nabokov, per i dubbi, la clandestinità, l’impossibilità di confidarsi anche se stranamente, in entrambi i romanzi, il tormento è legato ai personaggi maschili anche se di età così diverse.
Dialoghi fitti, linguaggio tipico degli adolescenti, piuttosto inquietante quello di Daniela, la mammina di Lorenzo, una scrittura secca e concisa, a volte asciutta come il resoconto di una cronaca, lucida e impietosa ma, al tempo stesso, senza giudizi di parte.
Il lettore si trova ad essere lo spettatore del sogno erotico di molti maschi adolescenti che per Lorenzo si è incredibilmente avverato: avere una storia con una donna molto più grande di lui. Ma è una storia che è ben lontano dal saper gestire, soprattutto nel momento in cui l’idillio si spezza e Lorenzo si ritrova indifeso, piccolo, completamente annientato di fronte ad un dolore che non gli dà tregua.
E Daniela? Lo scrittore non la giudica, non ne dà una descrizione né positiva né negativa lasciando al lettore piena libertà di interpretare, di giudicare, di trovare un messaggio che lui non vuole esplicitamente dichiarare.
Per quanto mi riguarda, Daniela sembra una femme fatale, sensuale e pericolosa, egoista e infantile, devastante come solo alcuni elementi della natura riescono ad essere.
Il binomio adolescenza e solitudine o adolescenza e incomunicabilità è stato già trattato in passato e lo sarà in futuro. In Amore dispari un profondo senso di disagio accompagna il lettore per tutta la durata del romanzo, mentre assiste impotente al drammatico viaggio verso l’età adulta di Lorenzo. E una volta terminato di leggere l’ultima pagina, ci si accorge che non ci abbandona nemmeno allora.

Amore dispari
Divier Nelli
Gallucci Editore

compriamo un libro, facciamo vincere la cultura

10001370_676427549062582_1603319862_nLa libreria ha festeggiato insieme a Caffeina e, per quanto ci riguarda, ieri, la cultura, se proprio non ha vinto almeno si è divertita parecchio.
Les Bouquinistes aveva un doppio evento, il Flash Mob letterario e la presentazione di un nuovo romanzo, Amore dispari con la presenza dello scrittore Divier Nelli e del giornalista Maurizio Gori.
Sono intervenuti tanti amici che Sergio ed io abbiamo riempito di piccoli fiocchi bianchi, e tentato di fotografare, ma se non gradivano essere immortalati con l’acquisto appena fatto, facevamo le foto ai bellissimi libri che hanno comprato.
E così nel vitale e allegro caos di ieri, anche se qualche foto ci è scappata, abbiamo immortalato Viaggio al termine della notte di Celine, il primo libro ad essere venduto ad Alessio, la vecchia edizione di Pnin di Nabokov che Paolo si è orgogliosamente portato a casa, ma anche Come un romanzo di Pennac che Cristina “userà” per organizzare il suo intervento alla notte bianca della biblioteca San Giorgio. Serena, su un libro che costava tre euro – Dialogues de bêtes di Colette non voleva nemmeno lo sconto e così ne ha comprato un altro. Come se la soddisfazione di comprare un libro in francese a Pistoia, non fosse la stessa che abbiamo noi a venderlo! E Pietro con Le opere di Goethe e uno sguardo a furbo perché dalla sua libreria non ha voluto che comprassimo niente… ci arriverà in regalo l’ultimo uscito di Amelie Nothomb!1891051_676427615729242_481179664_n
E poi Divier Nelli – che alcuni dei presenti già conoscevano, erano venuti apposta per lui, altri invece no, si erano fermati richiamati dal flash mob – che si è fatto scoprire o riscoprire, parlando del suo ultimo libro ma anche di altri aspetti di sé, della sua scrittura e delle cose che fa. E poi non potevamo non parlare a lungo di Viareggio, sua città natale. Personalmente mi piace quando uno scrittore è anche la città dove è nato, una città di mare che la maggior parte delle persone scopre d’estate, ma che ha non pochi lati oscuri che anche Divier ha contribuito a svelare ambientando il suo primo giallo proprio a Viareggio, protagonista anche lei per la prima volta di un romanzo di questo tipo. E dei suoi studenti che frequentano i corsi di scrittura, della sua splendida idea di fare dei booktrailer sui classici… e chi ci aveva mai pensato?
Se avete un minuto andateli a vedere, sono splendidi: Sulla spiaggia e di là dal molo di Mario Tobino, una incredibile ricostruzione di Viareggio in 3 D utilizzando le foto dei primi del Novecento o I vageri di Lorenzo Viani con i suoi dipinti che prendono vita.
E poi abbiamo parlato del Birrificio degli Archi e della Matilda la birra stagionale che ospita appesa al suo collo, un piccolo racconto sempre di Divier, dove si parla ancora del mare, di Viareggio e della fatica di essere scrittori.
Della fatica di essere librai invece non posso dire niente. Sabato primo marzo per noi è stata solo gioia… grazie a chi ha condiviso con noi questa bellissima giornata!