Divier Nelli – Amore dispari

di Elena Zucconi

Amore dispariIl titolo è una chiara introduzione alla trama del romanzo e la citazione di Mark Twain su ciò che è reale e su ciò che reale sembra soltanto, prepara il lettore a ciò cui andrà incontro.
Si parla d’amore, un amore dispari perché combattuto ad armi impari tra un adolescente e una donna di vent’anni più grande.
Ad un incrocio stradale Daniela, trentasette anni, sposata ad un famoso ortopedico e con una bambina di due anni, in un momento di distrazione, travolge Lorenzo, sedici anni, liceale, figlio di genitori divorziati. L’incidente sembra non avere altre conseguenze – Lorenzo indossava il casco per fortuna e il motorino riporta solo un’ammaccatura – se non quella di farli incontrare.
Di lì a poco i due inizieranno una relazione e Lorenzo la sua prima storia d’amore, al ritmo di numerosissimi sms e di fugaci quanto focosissimi appuntamenti.
Ma quando la relazione finisce, Lorenzo non sa più come fare, come se si fosse interrotto il collegamento con quella che era stata la sua esistenza fino a quel momento.
Il ragazzo avverte dentro di sé una spaccatura e si ritrova profondamente solo, incapace di elaborare un dolore troppo grande come solo nel periodo dell’adolescenza si è in grado di provare. E lo smarrimento è ancora più totale perché Lorenzo si scopre incapace di comunicare, come se questa esperienza lo avesse posto in una terra di nessuno: non parla più il linguaggio dei suoi coetanei e non ancora quello degli adulti tanto da rendere impossibile qualsiasi confidenza con la madre.
C’è un romanzo che non posso fare a meno di ricordare. Amore dispari, per certi aspetti, mi ricorda Lolita di Vladimir Nabokov, per i dubbi, la clandestinità, l’impossibilità di confidarsi anche se stranamente, in entrambi i romanzi, il tormento è legato ai personaggi maschili anche se di età così diverse.
Dialoghi fitti, linguaggio tipico degli adolescenti, piuttosto inquietante quello di Daniela, la mammina di Lorenzo, una scrittura secca e concisa, a volte asciutta come il resoconto di una cronaca, lucida e impietosa ma, al tempo stesso, senza giudizi di parte.
Il lettore si trova ad essere lo spettatore del sogno erotico di molti maschi adolescenti che per Lorenzo si è incredibilmente avverato: avere una storia con una donna molto più grande di lui. Ma è una storia che è ben lontano dal saper gestire, soprattutto nel momento in cui l’idillio si spezza e Lorenzo si ritrova indifeso, piccolo, completamente annientato di fronte ad un dolore che non gli dà tregua.
E Daniela? Lo scrittore non la giudica, non ne dà una descrizione né positiva né negativa lasciando al lettore piena libertà di interpretare, di giudicare, di trovare un messaggio che lui non vuole esplicitamente dichiarare.
Per quanto mi riguarda, Daniela sembra una femme fatale, sensuale e pericolosa, egoista e infantile, devastante come solo alcuni elementi della natura riescono ad essere.
Il binomio adolescenza e solitudine o adolescenza e incomunicabilità è stato già trattato in passato e lo sarà in futuro. In Amore dispari un profondo senso di disagio accompagna il lettore per tutta la durata del romanzo, mentre assiste impotente al drammatico viaggio verso l’età adulta di Lorenzo. E una volta terminato di leggere l’ultima pagina, ci si accorge che non ci abbandona nemmeno allora.

Amore dispari
Divier Nelli
Gallucci Editore

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