Cavazzoni, il serpente e altri animali

 

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Era da tanto che volevamo organizzare in libreria una serata dedicata a Luigi Malerba. Quale miglior occasione se non l’uscita de Le galline pensierose?
Sergio ed io siamo andati a Bologna ad assistere alla presentazione del libro che avrebbero fatto Ermanno Cavazzoni e Paolo Nori e siamo entrambi rimasti stupiti, proprio come la gallina che sentì un uomo che diceva a un altro uomo di tenere chiuso il becco.
Abbiamo incontrato Ermanno seduto ad un caffè, ma non aveva ancora ordinato un caffè e non lo avrebbe nemmeno ordinato dopo, perché ha bevuto una cedrata Tassoni. È stato lì, a quel caffè, che abbiamo scoperto la lunga vita e i molteplici usi delle buste piego libri raccomandato. E io che le cestino! Ermanno le usa come si può usare un borsello. La sua contiene sicuramente una copia de Le galline pensierose, ma credo che cambi libro a seconda di cosa deve parlare.
La sua busta era di colore giallo, con all’interno la plastica con le bollicine d’aria – o pluriball o airball o bubblewrap ma in italiano si dovrebbe chiamare millebolle che è probabilmente l’imballo ammortizzante più economico e diffuso nel mondo – un bel modo che hanno i librai di spedire i libri. Noi li rincartiamo più volte con la carta di giornale perché il destinatario li riceva in maniera perfetta. Chi sa se anche il signor Graziano Graziani (ho sbirciato il nome del mittente), aveva rincartato il libro destinato a Cavazzoni. Che poi non so nemmeno se era un piego libri, e raccomandato poi! Me lo sono immaginata io, perché faccio la libraia. Chi sa che cosa gli ha davvero spedito il signor Graziano Graziani di Roma (ho sbirciato anche l’indirizzo).
Ma sto divagando.
Alla presentazione con Paolo Nori si è parlato di Luigi Malerba.
Ermanno lo ha conosciuto a Berlino e già questo è proprio strano. Due scrittori italiani, nati entrambi in Emilia Romagna, che si conoscono in Germania. Chi sa in quale zona poi? Quella tedesca occidentale o quella tedesca orientale? Forse è facile immaginarlo, ma con gli scrittori non si sa mai cosa aspettarsi.
E così, come se raccontasse una favola, Cavazzoni continua a parlare di Malerba e Paolo Nori continua a correggere Cavazzoni che non è poi così preciso, anche se lo sottolineava anche lui dicendo sempre “circa”. Tipo: «Luigi Malerba è nato nel 1923 circa» e trovo che l’affermazione non sia precisa, però non è nemmeno sbagliata con quel circa finale, anche se Luigi Malerba è nato nel 1927, ha precisato Paolo Nori.
Cavazzoni ha ricordato anche il leggero accento parmigiano di Luigi Malerba. Ecco, adesso devo trovare qualcuno con l’accento parmigiano che mi legga Il serpente o Le galline pensierose. Credo che sia fondamentale avere in testa la voce dello scrittore quando si legge un suo romanzo o un suo scritto anche perché a Malerba non era rimasto solo l’accento, ma anche la sua scrittura è sempre rimasta legata alle zone sue, all’area linguistica emiliana, se così si può dire.
E le galline malerbiane sono bellissime perché sono il simbolo della stupidità umana. Presentano contraddizioni, prendono alla lettere le frasi… d’altronde sono solo delle galline, che cosa ci si può aspettare. Penso che Malerba ci si sia divertito moltissimo a pensarle e a scriverle, queste galline, nate da un gioco giocato con i figli.
IMG_0170E poi c’è Il serpente, uno di quei rari romanzi dove c’è un “prima di averlo letto” e un “dopo averlo letto”. Io l’ho letto da poco e penso che garbatamente, ma incisivamente abbia influenzato il modo di scrivere di molti scrittori, più o meno consapevolmente.
Paolo Nori raccontava che a lui è rimasto in mente l’odore di muffa e di mele fradice, se non ricordo male. Ma se non fosse così quell’odore provocato dalla pioggia e dall’umidità nel negozio di francobolli è rimasto nel mio, di nasi.
Anche l’inizio è incredibile. Un bambino povero con le croste sulle ginocchia che va a vedere un bambino benestante (e anche un po’ stronzo, lasciatemelo dire) che mangia il gelato e che poi lo va a raccontare a un bambino più povero di lui e con ancora più croste sulle ginocchia che lo racconta ad un altro bambino, in una specie di moto perpetuo, come un serpente che si morde la coda. Forse dicevano Nori e Cavazzoni, proprio la parola “serpente” nel romanzo non veniva nemmeno mai detta.
È anche per questo motivo che sono andata a rileggermelo.
Il serpente, a parte nel titolo, è una parola che ritorna nel testo per ben quattordici volte. Ma il serpente, ho scoperto rileggendo con attenzione il romanzo, non è l’unico animale strisciante ad essere citato. C’è anche un’anguilla, una lumaca, una vipera e ben ventiquattro vermi. A questo punto ero curiosa di vedere di quanti altri animali si parlava nel romanzo. Stupirà sapere che ce ne sono tanti altri: i cani per esempio, vengono nominati venticinque volte, i gatti invece solo tredici e, io l’ho trovato piuttosto curioso, ci sono anche quattro piranha. Stranamente non ci sono galline, forse non erano ancora “mature”, però ho trovato tre polli e anche una gru.
Per non annoiare, la lista di tutti gli animali che ho trovato, è in fondo al testo. Dovrebbero esserci tutti. Circa, direbbe Ermanno… ma si accettano correzioni.
2014-06-15 18.40.33Mentre scrivo, ho ancora in testa la voce di Cavazzoni, come la sera che ha letto Le galline e Il serpente nella nostra libreria di Pistoia.
Farà lo stesso un accento bolognese piuttosto che un puro accento parmense?
Me lo sono chiesta, ma poi mi è arrivata una mail di Paolo Albani, all’indomani della presentazione dove anche lui ha letto un racconto di Malerba, tratto da Dopo il pescecane: «la lettura di Ermanno formidabile, con quel filo di voce a rendere ancora più scintillante la comicità malerbiana.»
E allora ho pensato che forse sì, è lo stesso.

 

 

Lista: 1 alano, 1 anguilla, 4 animali, 1 avvoltoio, 1 belva, 1 bestia, 3 buoi, 25 cani, 2 capre, 3 castori, 1 cavalletta, 13 cavalli, 6 civette, 1 corvo, 7 elefanti, 1 formica, 1 gabbiano, 13 gatti, 1 gorilla, 1 gru, 1 insetto, 1 lucertola, 1 lumaca, 1 mammifero, 1 merlo, 1 mosca, 1 mucca, 1 passero, 9 pesci, 2 piccioni, 13 pipistrelli, 4 piranha, 3 polli, 7 porci, 1 pulce, 1 rinoceronte, 3 rondini, 2 rospi, 1 scarabeo, 9 scarafaggi, 1 selvaggina, 14 serpenti, 1 talpa, 1 tartaruga, 9 tigri, 5 topi, 22 uccelli, 24 vermi, 1 vipera, 1 zanzara.

Elena Zucconi

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