L’appuntamento

di Piergiorgio Pulixi, edizioni e/o pulixi-001Controllo e violenza, sembrerebbe quasi un ossimoro ma non lo è. Tutt’altro. Due parole, controllo e violenza, che ben si insinuano nella trama de L’appuntamento che inizia quasi innocentemente con una cena in un ristorante. “Quasi” innocentemente, dicevo, perché l’atmosfera è sempre carica di tensione, di ansia, di un senso di attesa continuo. Una scenografia essenziale ma perfetta per l’inizio di un incubo. Un uomo e una donna ad un tavolo, a cena. È il loro primo incontro. L’uomo chiede, domanda, si insinua nella personalità della donna che deve solo rispondere, ubbidire. Sembra una partitura musicale, con un ritmo ben definito, un linguaggio semplice, frasi brevi, dialoghi scarni ed efficaci, un ritmo che a volte si fa sincopato, altre volte rallenta ma non si rilassa mai, anzi rilancia sempre in un crescendo che segue la trama del romanzo. Controllo e violenza, dicevamo all’inizio, che non esitano a impiegare i mezzi tecnologici che sono a disposizione in un’era dove la privacy è volutamente ridotta ai minimi termini grazie o per colpa (dipende dai punti di vista) dei social network. Per alcuni aspetti mi ha ricordato Arancia Meccanica. Alex beve latte + e ascolta Beethoven. Qui si sorseggia whisky e sono Thelonious Monk e John Coltrane, Chet Baker o Miles Davis, il jazz, insomma, a farla da padrone. Ma quel sentimento che accompagna la violenza, la gioia pura di fare del male, di sottomettere la volontà altrui, così sembra a me, sono molto simili. La catarsi sarà diversa. In qualche modo, ma non voglio dire né come né perché, si torna all’istinto primitivo e brutale: alla violenza ancestrale che da sempre accompagna l’uomo. Un romanzo da leggere di corsa, senza fermarsi, fino all’ultimo respiro.

Elena Zucconi

Qualcosa non torna – Riflessioni logiche sui misteri del mondo

di Gianluca Giusti
Edizioni C’era una volta

coverIntrodotto da Marco Cappadonia Mastrolorenzi e Armando De Vincentiis che collaborano o hanno entrambi collaborato con il CICAP, il Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze fondato da Piero Angela nel 1989, il saggio di Gianluca Giusti ci prepara ad un intenso viaggio nella razionalità, nella logica e nel buonsenso, riprendendo dal suo precedente saggio – Oscuramente, Errekappa edizioni, incentrato sulle capacità cerebrali vere o ipotizzate – l’impostazione laica e razionale.

Quali sono i misteri del mondo? Gianluca Giusti ne accorpa alcuni dividendo il suo saggio in tre differenti sezioni: la religione; il paranormale religioso; il paranormale.
Senza scendere nel merito della fede e rispettando le credenze religiose di ognuno, l’autore si diverte a discettare appunto, su tutto quello che non torna ma che, consuetudine e tradizione, hanno trasmesso come una sorta di “verità assoluta” indiscutibile e imprescindibile.
L’inizio del saggio non poteva trattare un argomento più ostico e complesso, quello appunto della creazione dell’universo (per come lo conosciamo e per come ancora non è dato conoscere) e della religione.

L’autore mantiene uno stile colloquiale, alla portata di tutti usando termini semplici e alleggerendo discorsi altresì piuttosto complessi con esempi divertenti, facendo sentire la sua indole ironica e talvolta dissacrante.

Sono moltissimi i temi toccati all’interno dei tre argomenti principi: dalle contraddizioni dei Vangeli alle stranezze di alcuni miracoli, dall’analisi delle ultime ore di Gesù, alle esasperazioni del film di Mel Gibson e alla presa che alcune scene possono aver avuto su chi le ha viste.
Si ripercorre anche la storia della Sindone o, piuttosto, della sua veridicità e sui vari tentativi che sono stati fatti per riprodurla, seguendo anche l’ipotesi che possa essere stato un riuscitissimo scherzo ordito da quel genio di Leonardo da Vinci (anche se Leonardo è nato circa 100 anni dopo la sua comparsa a Lirey)… ma non c’è da preoccuparsi, nel saggio tutto torna invece!
Si parla di molti argomenti come ad una interessante e riuscita cena tra amici, dando appigli al lettore incredulo, per potersi documentare anche da solo, se lo desidera, con elenchi di testi e di autori che permettono di approfondire qualsiasi argomento.

Vengono confrontate le tre religioni monoteiste, ciò che le accomuna e ciò che le rende distanti o diverse e il discorso si ferma, volutamente, prima di affrontare l’argomento “donna” che forse meriterebbe un capitolo molto lungo se non un libro tutto per sé. Non si ferma invece l’opinione di un laico e liberale di fronte ad altri temi scottanti come la libertà dell’individuo su temi complessi e difficili come l’aborto, il divorzio e l’eutanasia o fine vita, comunque si preferisca chiamarla. In ogni caso è impossibile non fermarsi a riflettere su quanto viene fortemente argomentato.

Non potevano certo mancare gli ultimi due capitoli, sul paranormale religioso – dai miracoli alle immagini sacre che sanguinano o lacrimano, alle esperienze premorte, alle stigmate – e sul paranormale “tout court” passando dagli UFO ai cerchi nel grano, dal triangolo delle Bermude alle scie chimiche giusto per citare qualche argomento.

Ciò che contraddistingue il saggio di Gianluca Giusti è la possibilità offerta al lettore di mettere in discussione tutto quello di cui sta disquisendo, un po’ come se il metodo scientifico che tanta parte ha in tutti questi argomenti, venisse applicato, dall’autore, a quello che ha appena scritto.

Ancora qualche considerazione. Sono sempre ad hoc le citazioni che arricchiscono i capitoli, alcune di scienziati illustri, altre di scrittori o di attori o di uomini politici o di comici: tutto serve a rendere questo corposo saggio scorrevole e di facile lettura, facendo forse sua la frase di Albert Einstein Non hai veramente capito qualcosa fino a quando non sei in grado di spiegarlo a tua nonna che Gianluca Giusti ci ricorda all’inizio di uno dei suoi capitoli.

E per quanto riconosca come vero tutto quello che scrive sull’astrologia e sull’oroscopo, altro capitolo della terza parte, questo non mi impedirà di continuare a leggere il mio, anche non credendoci affatto, semplicemente per farmi spuntare un sorriso sulle labbra.

Il compito che sembra essersi dato l’autore di confutare tutto ciò che non è scientificamente provabile, a volte semplicemente attingendo al sano buon senso, non riguarda certo la fede di ciascuno, né i propri sogni o ciò che diverte, basta essere consapevoli per non diventare vittime di truffe o mistificazioni di alcun tipo.

Elena Zucconi

Qualcosa non torna

Oggi pomeriggio, 22 novembre alle 18, ospitiamo in libreria Gianluca Giusti con il suo saggio “Qualcosa non torna” (C’era una volta, 2014).

Un intenso viaggio nella razionalità, nella logica e nel buonsenso alla scoperta dei grandi misteri del mondo, racchiusi in tre diversi capitoli: la religione, il paranormale religioso e il paranormale.

cartolina

Sconcorsone Manganelliano

La Libreria Indipendente Les Bouquinistes, in collaborazione con il Centro Studi Giorgio Manganelli, bandisce il

Concorso Letterario di narrativa

riservato a racconti ispirati alla raccolta Centuria di Giorgio Manganelli. I racconti devono essere inediti, in lingua italiana, a tema libero.

1. L’autore può partecipare con un massimo di tre racconti, ognuno della lunghezza di una cartella e mezzo. Ogni cartella dovrà essere di circa 3200 caratteri, spazi inclusi.

2. L’elaborato dovrà essere inviato per posta elettronica come allegato all’indirizzo mail: sconcorsone@gmail.com entro il 31 marzo 2015, riportando nella mail le generalità del concorrente (nome, cognome, data e luogo di nascita, indirizzo, numero telefonico, e-mail, nonché la dichiarazione che il racconto è inedito).

3. Le tre Centurie vincitrici verranno pubblicate sul blog della libreria: https://lesbouquinistes.wordpress.com/ dandone avviso agli autori che, accettando le regole di partecipazione al concorso, acconsentono alla eventuale edizione senza pretendere alcun compenso.

4. La Giuria selezionerà gli elaborati e sceglierà i vincitori assegnando i seguenti premi:

Primo classificato: copia del volume fuori catalogo Sconclusione di Giorgio Manganelli, Rizzoli 1976.

Secondo classificato: copia del volume Centuria di Giorgio Manganelli in prima edizione autografa dall’autore.

Terzo classificato: un disegno originale di Paolo della Bella ispirato alle centurie di Giorgio Manganelli.

5. La proclamazione dei vincitori e l’assegnazione dei premi avverrà durante una manifestazione pubblica, che si terrà presso la libreria indipendente Les Bouquinistes (via dei Cancellieri, 5 – 51100 Pistoia), in data che verrà comunicata successivamente.

6. Nell’eventualità che nessun racconto sia ritenuto idoneo, la Giuria si riserva di non assegnare il premio.

7. La Giuria sarà così composta:

Presidente: Lietta Manganelli

Membri della Giuria: Paolo Albani, Giorgio Biferali, Giovanni Maccari,Viola Papetti, Sergio Salabelle, Elena Zucconi.

Per ogni informazione può essere contattata la segreteria del concorso all’indirizzo mail: sconcorsone@gmail.com

Buon compleanno, Manga!

MANGANELLI-locandinaA4-a001Un dramma recitato dall’archetipo materno prima, e dalla fredda brevità coniugale poi, che ha suscitato un violento scompiglio organico, rendendo impossibili ulteriori relazioni, rapporti, vicinanze, se non nell’abuso di un sentimento oramai disfatto. Manganelli, di conseguenza, ha abbandonato il focolare domestico, definitivamente spento, e s’è diretto alla corte effimera dell’eternità, dov’era ubicata una donna secolare, equivoca, menzognera, tirannica: la letteratura. Ne aveva percepito il richiamo, bisognoso e al contempo disperato, la richiesta di soccorso immediato. Era stata maltrattata, fraintesa, speculata, reclusa nei giardini del senso, della storia e – soprattutto – del realismo piatto, della mimesi tesa meschinamente all’adulazione del lettore, affamato di riconoscersi nei racconti di chi cercava riconoscimenti. La letteratura era divenuta il “fascino indiscreto della borghesia”, perduta nella sterilità dei premi e delle lodi fittizie. Manganelli, coltissimo “giocoliere del linguaggio”, incline allo svelamento delle ombre e ad una sincera esposizione dei drammi, ha voluto dissacrare la vergogna ipocrita dei cosiddetti scrittori leggibili, ribadendo l’eroismo del suo “umile” corteggiamento.

Insieme a Lietta Manganelli, figlia del grande scrittore, con Paolo Albani, e con l’autore Giorgio Biferali, festeggeremo in libreria il compleanno del Manga.

Giorgio Biferali (Roma, 1988), dottorando di ricerca in italianistica presso Sapienza Università di Roma, si occupa prevalentemente di letteratura contemporanea. Dopo aver partecipato al programma di Radio Città Futura “Cartoline dal paese dei libri”, condotto da Antonio Debenedetti e Paolo di Paolo, adesso collabora con diverse riviste letterarie, tra le quali «L’Indice dei libri del mese», «Orlando» e «l’immaginazione»; questo è il suo primo libro.