Lotta dura per la verdura!

frutta_verdura1Vorrei anch’io dire la mia sul dibattito che divide carnivori ed erbivori in questi giorni in cui una preziosa ricerca scientifica ribadisce come le carni rosse siano nocive alla nostra salute, se consumate in grandi quantità. Col mio intervento, rispettoso, s’intende, delle idee di tutti, vorrei però stigmatizzare, in particolare, l’atteggiamento di certi amici vegetariani, vegani o, per giunta, fruttaliani che stanno dimostrando, in questo frangente, un accanimento e un’animosità nei confronti del diverso da loro, che non comprendo e non posso condividere. Vivo in un quartiere multietnico e conosco, per tanto, molte realtà che affondano le loro radici nella nostra terra e che mi sento di difendere apertamente. Non posso non parlare di una famiglia di broccoli che abita al piano sopra al nostro, nello stesso condominio, composta da papà mamma e due figli simpaticissimi e molto vivaci. La madre è insegnante e il padre ha lavorato per anni al Cern di Ginevra. La scorsa settimana l’ho incrociato in ascensore e, a proposito di questa sciocca diceria, mi ha fatto notare quanto l’espressione “testa di cavolo” sia assolutamente inadeguata. Esistono infatti – mi ha ricordato – moltissimi cavolfiori laureati. Per tanto è evidente che si tratta solo di uno sciocco pregiudizio.

Conosco inoltre cetrioli e verze che meritano grande rispetto, per le loro tradizioni e la loro umanità (uso questo termine in maniera assolutamente impropria, ma credo che una così spinta antropomorfizzazione, possa, in questo caso, essere giustificata!). Posso dire altrettanto bene di pere, limoni e perfino di cachi. Un mio vecchio professore era una gamba di sedano, preparata e cosciente, e posso affermare di aver appreso più cose da lui che da molti altri. La lista potrebbe continuare a lungo, ma non intendo tediarvi.

A questo punto vorrei solo porre una domanda ai tanti conoscenti vegetariani, vegani e perfino fruttaliani: perché dovrei sterminare una famiglia di broccoli che ha sempre pagato le rate del condominio senza pormi alcun problema, mentre invece dovrei risparmiare una pur meritevole salsiccia, magari morosa? Non dico che queste debbano essere mangiate a cuor leggero, anzi. Ma per favore basta con queste ipocrisie! Basta con i pregiudizi e con ogni forma di razzismo. Nutriamoci di puro pensiero, di letteratura e di poesia! Così il mondo sarà migliore (e sarà anche molto più semplice trovare parcheggio in centro).

Marà e tutti gli altri

Marà e tutti gli altriVenerdì 23 ottobre alle 18 alla libreria indipendente Les Bouquinistes di via dei Cancellieri 5 a Pistoia sarà ospite Luca Vivarelli per la presentazione del suo romanzo: Marà e tutti gli altri. Effigi edizioni.
Insieme all’amica e scrittrice Laura Vignali, l’autore ci parlerà del suo libro, una storia familiare che nasce tra i boschi e le colline di San Mommè e che da intima e personale diventa universale: la testimonianza di chi di solito non lascia tracce, di chi rimane vivo solo nei ricordi e nelle leggende di un luogo, raccontata attraverso una scelta stilistica singolare che vede il testo privo di punteggiatura. Un unico enorme sospiro per una narrazione che richiama le vecchie veglie.
Nel Giugno del 1828 una giovane donna, pastora e contadina, parte da una casa dell’Appennino tosco-emiliano per andare a fare la balia presso una facoltosa famiglia della Savoia. Il dolore della madre, costretta a lasciare il figlio appena nato, si allarga e si stempera in un lungo viaggio che, come un rito iniziatico, la introduce nel mondo che non conosce e la conduce fino allo sfarzo dell’alta borghesia francese. Il figlio lontano, comprimario della storia ma che di fatto non appare quasi mai, sarà il cardine di ogni suo pensiero e di ogni sua scelta. Lo riabbraccerà alla fine, ma in un epilogo imprevedibile, dopo molte vicissitudini e dopo che anche la Storia con la maiuscola avrà attraversato le loro vite. La parabola ellittica dell’esistenza di una donna che parte da una casa e vi ritorna, uguale e diversa, come una cometa che attraversi gli spazi siderali e torni alla sua stella con tutto il bagaglio acquisito durante il viaggio.
Luca Vivarelli è nato a San Mommè (Pistoia) nel 1957 ed è cresciuto tra il paese e Firenze, dove si è formato. Vive a Pistoia svolgendo la professione di corrispondente estero. Ha pubblicato una breve silloge poetica (A Termini Trascorsi, Gruppo Editoriale L’Espresso, Roma, 2010; Premio “Il Rastrello”, Masiano 2010) e una raccolta di racconti di genere fantastico (Diciotto Racconti, Del Bucchia, Massarosa, 2014; premio Mino De Blasio, Benevento 2014 e Roma Capitale, Roma 2014). Ha al suo attivo molte canzoni di cui ha composto musica e testi, alcune delle quali arrangiate dal gruppo Di Terra In Terra e incise nel loro album Danzastorie (2014). Tra queste spicca la canzone Porto Palo, premiata al festival nazionale della canzone folk intitolato a Giovanna Daffini (Mantova, Giugno 2015).

L’uomo con la valigia

Sabato 17 ottobre alle ore 18 lo scrittore Francesco Recami torna a trovarci alla libreria indipendente Les Bouquinistes, in via dei Cancellieri, 5 a Pistoia per presentare il suo ultimo romanzo “L’uomo con la valigia” (Sellerio, 2015), un giallo “di Ringhiera”. A chiacchierare con lui il giornalista Maurizio Gori.

francesco recamiAmedeo Consonni, il pensionato con il talento di trovarsi coinvolto negli imbrogli più singolari, entra in scena in mezzo a un bagno di sangue. Si trova a impugnare il coltello che affonda nella bianca carne di una bella ragazza immersa nell’acqua di una vasca color profondo rosso. E per giunta, un misterioso portatore di gemelli da polso del Milan lo immortala con un flash nella posa compromettente che lo identifica come un assassino.
Che ne penserà la professoressa Angela Mattioli, la sua compagna? Per l’occasione si dimenticherà della sua tradizionale tolleranza. Ed è il timore della polizia, e forse ancor di più quello dell’irosa Angela, a costringere Amedeo a trasformarsi in un fuggiasco, a tingersi i capelli e a prendere altre identità. Ha capito che o si salva da sé scoprendo il vero assassino o stavolta è proprio perduto. Così non trova altro complice che l’ottantenne Luis De Angelis, che ha testa solo per il suo spider BMW 24 valvole, ma anche un po’ per lucrare sulle disgrazie altrui. Intanto la Casa di ringhiera cade sotto le mire speculative di una coppia di architetti alla moda. Seguirà il perenne parapiglia che coinvolge tutti: un crescendo di chiasso e tragedia da molto rumore per nulla. E con la suspense della soluzione finale, tanto più catartica quanto più l’enigma è una moltiplicazione di ipotesi.
Il gusto letterario di Francesco Recami è quello di mettere in gioco tutti gli elementi di un giallo, un po’ alla Chandler un po’ alla Agatha Christie con odori di quotidianità in cui starebbe a suo agio Maigret, per poi mostrarli ironicamente come frutto di sbagli e malintesi. Ma a poco a poco, con il passo dell’investigatore che scioglie indizi. Perché la vera genesi del crimine di ogni giorno è che: «Tutti vogliono farsi i fatti degli altri, ma nessuno vuole che gli altri si facciano i suoi».

Francesco Recami (Firenze, 1956) con Sellerio ha pubblicato L’errore di Platini (2006), Il correttore di bozze (2007), Il superstizioso (2008, finalista al Premio Campiello 2009), Il ragazzo che leggeva Maigret (2009), Prenditi cura di me (2010, Premio Castiglioncello e Premio Capalbio), La casa di ringhiera (2011), Gli scheletri nell’armadio (2012), Il segreto di Angela (2013), Il caso Kakoiannis-Sforza (2014), Piccola enciclopedia delle ossessioni (2015) e L’uomo con la valigia (2015).

La locandina è di Tirez sur le graphiste (alias Enrico Anzuini)