Un carteggio in libreria. L’incontro.

Un poeta, un gruppo di persone che con quel poeta hanno intrattenuto una corrispondenza, una postina un po’ magica e una donna che ha una sorprendente fede nella parola e nelle persone.

Insieme a noi due librai, ecco qui i personaggi principali di questa piccola storia molto importante.

Non starò a raccontare come è nato tutto perché altri potranno farlo meglio di me.

Basti sapere che a seguito di un corso di scrittura (qui c’entra la donna di fede), alcune persone (Veriano, Christian, Damiano, Giovanni, Monica, Marilva) hanno iniziato una originale corrispondenza con il poeta Roberto Carifi.

Loro scrivevano a mano, su bei fogli bianchi e Lucia si trasformava in postina per permettere l’incontro, consegnando al destinatario le belle lettere. Ecco che il destinatario si trasformava in mittente, digitando sulla tastiera le sue email di risposta.

foto di gruppoImmagino che Federica ricevesse le e-mail del poeta e le stampasse. Non sono sicura che sia andata esattamente così, ma non posso pensare a un modo diverso. Federica usa la carta, ha un rapporto con la letteratura un po’ vecchio stampo ed è un bene, credetemi, altrimenti questo progetto non avrebbe visto la luce. Me la immagino mentre legge le e-mail ad alta voce e lentamente al suo gruppo, mentre le sfoglia, con quello stupore che le si imprime sul viso quando si emoziona.

E invece non è andata nemmeno così. Lucia mi ha svelato un piccolo segreto, che condivido volentieri, se promettete di non dirlo a nessuno. Chi conosce Lucia sa della sua passione. La si vede spesso con un registratore in mano e le cuffie. Le voci sono diventate un suo modo di catturare il tempo, registrando ricordi. A lei, in un’altra occasione, ho affidato alcuni dei miei ricordi di bambina. Svelando questo piccolissimo dettaglio, penso sia facile immaginarla a casa del poeta, registratore alla mano, pronta a cogliere, ad accogliere le risposte verbali. Lettere dettate ma non trascritte, che fluttuano come il divenire. Immagino il silenzio, il raccoglimento e poi lo scoppiettio delle parole, legate l’una all’altra come le perle in una collana, un canto (siamo con un poeta, ricordate?) in risposta ad ogni singola lettera.

Che cosa c’entriamo noi librai? Poco o niente. Siamo stati soltanto i silenziosi testimoni dell’incontro avvenuto nella nostra libreria.

Christian è stato il primo ad arrivare, poi Lucia con il poeta, poi alla spicciolata tutti gli altri.

C’era emozione, attesa, un po’ di imbarazzo, forse? Incontrarsi per la prima volta, dopo essersi scritti, dopo uno scambio così intimo, rende timidi e insicuri.

Ci siamo accomodati in cerchio, come ad una immaginaria tavola rotonda.

L’incontro tra il poeta e il gruppo dopo il lungo carteggio, ha rivelato la sua sacralità nel momento in cui Lucia ha “srotolato” le lettere scritte a mano, conservate all’interno di una striscia di tessuto formata da scampoli di stoffa tutti differenti fra loro. Ogni fantasia rappresenta un mittente e raccoglie le sue missive. Un patchwork che rivela ad ogni autore dove si trovano le proprie parole, se al principio, alla metà o alla fine di questo insolito papiro.

È impossibile rivelare qui e ora il contenuto di alcune di quelle personalissime missive, anche se alcune sono state lette a voce alta.

L’emozione di questa condivisione è stata potente.

Come la combatti tu, la solitudine, poeta?

I messaggi, adesso letti da chi li aveva scritti e affidati a Lucia, attesi con gioia (è questo il termine usato dal poeta) e con impazienza dal destinatario che a sua volta rispondeva con altri mezzi ma generando ugualmente un gioco di attese e di gioiose ansie in chi attendeva la sua risposta, erano lì, avvolte nel rotolo di stoffa, in libreria.

E quel rotolo è rimasto in libreria, casa e rifugio improvvisati per un carteggio personale e prezioso.

La compassione per sé stessi e gli altri. “Con-pas-sio-ne”.

Solitudine, compassione, con passione, parole che in questo scambio hanno assunto una loro sacralità. E vorrei aggiungere verità.

Se la letteratura è menzogna, questa esperienza di dialogo a più voci, forse, può rappresentare un’eccezione.

È stato un incontro vero, puro, sincero, privo di maschere. È mai possibile?

Come la combatti tu, poeta, la solitudine?

 

Elena Zucconi

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...