Sconcorsone Manganelliano

La Libreria Indipendente Les Bouquinistes, in collaborazione con il Centro Studi Giorgio Manganelli, bandisce il

Concorso Letterario di narrativa

riservato a racconti ispirati alla raccolta Centuria di Giorgio Manganelli. I racconti devono essere inediti, in lingua italiana, a tema libero.

1. L’autore può partecipare con un massimo di tre racconti, ognuno della lunghezza di una cartella e mezzo. Ogni cartella dovrà essere di circa 3200 caratteri, spazi inclusi.

2. L’elaborato dovrà essere inviato per posta elettronica come allegato all’indirizzo mail: sconcorsone@gmail.com entro il 31 marzo 2015, riportando nella mail le generalità del concorrente (nome, cognome, data e luogo di nascita, indirizzo, numero telefonico, e-mail, nonché la dichiarazione che il racconto è inedito).

3. Le tre Centurie vincitrici verranno pubblicate sul blog della libreria: https://lesbouquinistes.wordpress.com/ dandone avviso agli autori che, accettando le regole di partecipazione al concorso, acconsentono alla eventuale edizione senza pretendere alcun compenso.

4. La Giuria selezionerà gli elaborati e sceglierà i vincitori assegnando i seguenti premi:

Primo classificato: copia del volume fuori catalogo Sconclusione di Giorgio Manganelli, Rizzoli 1976.

Secondo classificato: copia del volume Centuria di Giorgio Manganelli in prima edizione autografa dall’autore.

Terzo classificato: un disegno originale di Paolo della Bella ispirato alle centurie di Giorgio Manganelli.

5. La proclamazione dei vincitori e l’assegnazione dei premi avverrà durante una manifestazione pubblica, che si terrà presso la libreria indipendente Les Bouquinistes (via dei Cancellieri, 5 – 51100 Pistoia), in data che verrà comunicata successivamente.

6. Nell’eventualità che nessun racconto sia ritenuto idoneo, la Giuria si riserva di non assegnare il premio.

7. La Giuria sarà così composta:

Presidente: Lietta Manganelli

Membri della Giuria: Paolo Albani, Giorgio Biferali, Giovanni Maccari,Viola Papetti, Sergio Salabelle, Elena Zucconi.

Per ogni informazione può essere contattata la segreteria del concorso all’indirizzo mail: sconcorsone@gmail.com

La barba di Perec

locandina1rDiceva Billy Wilder “Non è necessario che un regista sappia scrivere ma, se sa leggere, aiuta”. Questa frase mi è tornata alla mente quando ho visto per la prima volta le opere di Paolo Beneforti.

Paolo è sicuramente un lettore appassionato, che delle parole fa un uso giocoso. Ama i cruciverba, i rebus, scomporre e ricomporre frasi in maniera bizzarra, i giochi di parole. Il suo amore per la lettura non poteva che emergere in maniera fortissima anche dalle sue opere.

I libri per lui sono un universo da esplorare, ma anche materia da plasmare. Le pagine allora, aperte e incollate su un supporto, possono diventare lo sfondo scritto di un disegno, altre volte invece, il libro diventa scultura, può essere sapientemente ritagliato e un volto può far capolino tra le due copertine, oppure essere trasformato in un comodo letto dove un bambino e il suo gatto in terracotta giacciono profondamente addormentati, oppure molto più allegoricamente, trasformarsi in una porta, in una scala da discendere prudentemente muniti di lanterna.

È questa scala appena discesa che ci permetterà di accedere ad una delle mostre più intime e personali di un artista tanto originale.

Nella mostra “Vati privati” si manifesta ancora prepotentemente l’amore per la lettura, questa volta, attraverso i ritratti degli scrittori che abitano l’Olimpo privato – la mostra avrebbe potuto chiamarsi anche così – di Paolo Beneforti. Ancora una volta, i libri di questi scrittori e i racconti e le storie e soprattutto le parole che contengono prendono vita, si scompongono e ricompongono in maniera personale e originale diventando disegno e pittura e gioco, prendendo possesso delle tele, a volte sullo sfondo, timidamente, a volte in modo più prepotente quasi sommergendo il volto dello scrittore.

Tra i volti degli scrittori (Terry Pratchett, Joseph Conrad, P. K. Dick, David Foster Wallace, Robert Louis Stevenson e molti altri) mi ha colpito l’immagine di Georges Perec nella cui barba si annidano le lettere dell’alfabeto con cui amava divertirsi. Questo disegno è, secondo me, l’esempio più lampante dell’amore che Paolo Beneforti prova nei confronti dei suoi Vati Privati.

La mostra nasce per essere esposta in una libreria, meglio se di vecchi libri. È sicuramente il suo ambiente ideale. E io non posso fare a meno di pensare che, a porte chiuse, preferibilmente di notte, ovvio!, tra i libri, le singole lettere dell’alfabeto, i quadri, gli scrittori e le parole nasca un gioco tumultuoso. E il capobanda non potrà che essere la barba di Perec.

Elena Zucconi

il desiderio di cominciare una nuova vita.

tarkovskijE alla fine l’inverno è arrivato. Cade la prima neve.
In centro la spaleranno con le macchine, prima che faccia giorno, e i portinai ricominceranno la loro lotta quotidiana, una lotta che durerà ancora diversi mesi, fin quasi all’inizio di aprile.
Qui, invece, ai margini della città, questa neve leggera e ancora giovane è causa di grande allegria. Fa pensare al nuovo anno, sembra l’inizio di una festa. Le giornate sono ancora buie, come sempre in novembre, ma la gente, uscendo di casa, non può fare a meno di pensare: «Ecco arrivato l’inverno… E così un altro anno è passato!…». E quando attraverso le nuvole basse si indovina il sole, quella strada lunga con un’alta casa bianca in mezzo alle casette di legno con gli steccati davanti e le legnaie in fondo al cortine sembra una donna troppo elegante e perciò un po’ imbarazzata.
Intanto vi regna un silenzio nuovo, già invernale, in cui ogni rumore pare leggero, semplice e sonoro. E in fondo all’anima nasce il desiderio di cominciare una nuova vita.

Andrej Tarkovskij, Bianco, bianco giorno, in Racconti Cinematografici, Garzanti, 1994

compriamo un libro, facciamo vincere la cultura

10001370_676427549062582_1603319862_nLa libreria ha festeggiato insieme a Caffeina e, per quanto ci riguarda, ieri, la cultura, se proprio non ha vinto almeno si è divertita parecchio.
Les Bouquinistes aveva un doppio evento, il Flash Mob letterario e la presentazione di un nuovo romanzo, Amore dispari con la presenza dello scrittore Divier Nelli e del giornalista Maurizio Gori.
Sono intervenuti tanti amici che Sergio ed io abbiamo riempito di piccoli fiocchi bianchi, e tentato di fotografare, ma se non gradivano essere immortalati con l’acquisto appena fatto, facevamo le foto ai bellissimi libri che hanno comprato.
E così nel vitale e allegro caos di ieri, anche se qualche foto ci è scappata, abbiamo immortalato Viaggio al termine della notte di Celine, il primo libro ad essere venduto ad Alessio, la vecchia edizione di Pnin di Nabokov che Paolo si è orgogliosamente portato a casa, ma anche Come un romanzo di Pennac che Cristina “userà” per organizzare il suo intervento alla notte bianca della biblioteca San Giorgio. Serena, su un libro che costava tre euro – Dialogues de bêtes di Colette non voleva nemmeno lo sconto e così ne ha comprato un altro. Come se la soddisfazione di comprare un libro in francese a Pistoia, non fosse la stessa che abbiamo noi a venderlo! E Pietro con Le opere di Goethe e uno sguardo a furbo perché dalla sua libreria non ha voluto che comprassimo niente… ci arriverà in regalo l’ultimo uscito di Amelie Nothomb!1891051_676427615729242_481179664_n
E poi Divier Nelli – che alcuni dei presenti già conoscevano, erano venuti apposta per lui, altri invece no, si erano fermati richiamati dal flash mob – che si è fatto scoprire o riscoprire, parlando del suo ultimo libro ma anche di altri aspetti di sé, della sua scrittura e delle cose che fa. E poi non potevamo non parlare a lungo di Viareggio, sua città natale. Personalmente mi piace quando uno scrittore è anche la città dove è nato, una città di mare che la maggior parte delle persone scopre d’estate, ma che ha non pochi lati oscuri che anche Divier ha contribuito a svelare ambientando il suo primo giallo proprio a Viareggio, protagonista anche lei per la prima volta di un romanzo di questo tipo. E dei suoi studenti che frequentano i corsi di scrittura, della sua splendida idea di fare dei booktrailer sui classici… e chi ci aveva mai pensato?
Se avete un minuto andateli a vedere, sono splendidi: Sulla spiaggia e di là dal molo di Mario Tobino, una incredibile ricostruzione di Viareggio in 3 D utilizzando le foto dei primi del Novecento o I vageri di Lorenzo Viani con i suoi dipinti che prendono vita.
E poi abbiamo parlato del Birrificio degli Archi e della Matilda la birra stagionale che ospita appesa al suo collo, un piccolo racconto sempre di Divier, dove si parla ancora del mare, di Viareggio e della fatica di essere scrittori.
Della fatica di essere librai invece non posso dire niente. Sabato primo marzo per noi è stata solo gioia… grazie a chi ha condiviso con noi questa bellissima giornata!