Perché mi piace Penelope Poirot

01-POIROT-A4-a001Lo ammetto, appena vidi il libretto verde della prima avventura, Penelope Poirot fa la cosa giusta, firmata dalla scrittrice Becky Sharp e pubblicato per i tipi di Marcos y Marcos, mi leccai i baffi.

Becky Sharp non è Agatha Christie e Penelope non è un suo personaggio, ma io non mi aspettavo niente del genere.

I libri di Dame Agatha li ho cercati tutti, a suo tempo, nella vecchia edizione Mondadori, quella bianca e gialla per intenderci; li ho collezionati con avidità e li ho letti con passione.

In queste avventure scritte da un’autrice italiana – dicendolo non credo di svelare niente di segreto – e per di più ambientate negli anni Novanta e prevalentemente in Italia, mi aspettavo di trovare esattamente quello che ho letto.

Avete presente Miss Marple al Bertram Hotel? I ricordi di ragazza dell’anziana signorina vengono sollecitati da odori e sapori ma anche da un certo rigorosissimo English Style del tempo che fu.

Penelope-Poirot_webBene, se lo avete presente, a me i libri di Becky Sharp hanno fatto esattamente quell’effetto! Se non lo avete presente correte subito a rileggerlo e capirete cosa voglio dire. Non lo avete? Beh, siete imperdonabili e meritereste di essere puniti facendovi indossare una Hippie Birthday – una cuffia da bagno un tantino chiassosa creata da Penelope Poirot – nel giorno di Ferragosto quando siete al mare con tutta la famiglia e tutti gli amici.

Penelope è un bel personaggio, riuscito anche se paradossale… beh, «col sangue che mi scorre nelle vene!» direbbe lei. Ci diverte e ci esaspera esattamente come la sua segretaria, Miss Vilma Hamilton, di professione zitella. Anche se…

Non voglio svelare troppo della trama, ma vi avverto, i romanzi di Becky Sharp differiscono da quelli di Agatha Christie perché non sono dei rompicapo. Mi sembra che non le importi molto chi ha fatto cosa, quanto il trasportare il lettore tra golfini e giacche di tweed, impermeabili Burberry e panini imburrati, tè inglese e buone maniere, mischiando però tutti gli ingredienti e ottenendo un’incredibile insalata russa. Russa?!? Ma no! Dell’ottimo pudding inglese servito con un buon Chianti, o comunque un vino italiano perché la nostra Penelope è figlia di un belga (e va beh! Si sapeva) che, per vari motivi, le ha fatto trascorrere l’infanzia in Italia.

La discendenza dal mitico Hercule Poirot non si avverte solo nel richiamo che strani e oscuri misteri esercitano su di lei ma anche, per paradosso, in tutto il suo modo di confrontarsi con il mondo che la circonda, con la varia umanità che la nostra eroina in gonnella e tacchi alti si trova a frequentare.

Penelope ama le scarpe: le porta altissime e scomode ma non ci sa camminare, ha un dubbio gusto artistico e l’arte, più che crearla, lei la vive con sincera passione ma priva del benché minimo senso critico. Vi ricorda qualcosa? Chissà, forse non è un caso!

Penelope-Poirot-e-il-male-inglese_web.gifC’è tutto quel mondo che ho tanto amato nei romanzi di Agatha Christie, ma avvicinato nel tempo e nello spazio – siamo negli anni Novanta e siamo in Italia – con uno spaccato della società inglese che mi ha ricordato un po’ Io ballo da sola, il film che Bernardo Bertolucci ha diretto nel 1996.

Persone scomparse, dubbie identità, ville enormi e scricchiolanti, tetre anche se sotto il sole implacabile dell’estate ligure o ancora più ambigue se nascoste nella foschia invernale tra le colline del Chianti.

E la nebbia londinese? La pioggia? Chissà, forse sono passate di moda, o alla tornita Penelope non piacciono e le fa uscire di scena.

Per concludere, una bella eroina, egocentrica, pasticciona, disordinatissima, eccentrica, con dubbi gusti artistici, classista, un po’ svampita, grassoccia e vestita in maniera stravagante tanto da richiamare l’attenzione, ma sicura di sé, che si muove tra vari spaccati della società inglese che si possono trovare in Toscana d’inverno e in Liguria d’estate, con una segreteria che le fa da contraltare, che la tollera ma la giudica e un sangue importante che le scorre nelle vene.

Per me gli ingredienti giusti ci sono tutti! Non mi credete? Ma come? Ma sì: fidatevi delle celluline grigie della libraia!

Becky Sharp presenterà il suo nuovo romanzo a Les Bouquinistes giovedì 29 giugno alle 21. Vi aspettiamo!

 

Elena Zucconi

Annunci

Chi ha tempo?

«Quando scriviamo, scriviamo del tempo, ne sono sicura. Da qui non si scappa. Lo raccontiamo, anche se in silenzio. Lo modelliamo come se fosse un panetto di argilla.»
Ho letto questa frase stamattina, l’ha scritta in un blog Elena Varvello, l’autrice del bel romanzo La vita felice (Einaudi, 2016). Elena Varvello è stata ospite in libreria sabato scorso e il suo libro, in effetti, parla del tempo che passa. Ci racconta un episodio (seppure importante e, per molti versi, sconvolgente, definitivo) nella vita di un ragazzino: un’estate, una notte in particolare, raccontata da quello stesso ragazzino, Elia, trent’anni dopo, quando è ormai uomo.

E anche a noi sembra di non fare altro che parlare del tempo insieme agli scrittori che ci vengono a trovare in libreria. Di un secondo o di una notte o ancora di una vita intera.

01-rossari-a4-a001Quanto è lunga una vita? Cento anni bastano? E come si può fare a raccontare una storia lunga quanto la vita di un uomo?
In Le cento vite di Nemesio (E/O, 2016) di Marco Rossari, ospite domani a Les Bouquinistes la vita di un uomo non si racconta. Si sogna e nel sogno si diventa l’altro, l’estraneo, un padre odiato e detestato. È un rompicapo il bel romanzo di Rossari. Un gioco dove la realtà viene fatta in tanti pezzetti, alcuni piccolissimi che, assurdamente, si incastreranno nuovamente per creare lo stesso disegno ma con un’altro protagonista per la stessa storia in un altro tempo.

Chi ha tempo è il titolo della raccolta edita da marcos y marcos e curata da Alessandra Urbani. Regista RAI per programmi culturali, Alessandra ha da poco festeggiato un compleanno importante e, dagli amici scrittori, si è fatta regalare un poco del loro tempo che si è materializzato in alcuni racconti e due poesie. Troppo bello il regalo per tenerlo per sé? Fatto sta che un regalo di compleanno è diventato un’antologia Chi ha tempo. Storie di giorni che corrono (marcos y marcos, 2016). E non corriamo anche noi, tutti i giorni, attenti agli incastri tra lavoro, figli (per chi ne ha!), animali domestici e commissioni varie (posta, banca, spesa, lavanderia…).

Un tempo che fugge, giorni che corrono. Riguardi le foto e sembra ieri.

chi-ha-tempoUno degli autori dell’antologia è Paolo Di Paolo, scrittore e critico letterario. Il suo racconto fotografa un momento importante nella vita di una scrittrice che amo molto. Una sera in cui qualcosa cambia. Una sera in cui pensa che farà in tempo a fare una scelta.

Mi chiedo se nasca di lì il titolo dell’ultimo libro di Paolo Di Paolo, Tempo senza scelte (Einaudi, 2016) al quale dedicheremo un pomeriggio di gennaio.

Il tempo si fa declinare in mille modi ma tutti siamo inclini a pensare che sia un bene prezioso. Forse per questo non posso non guardare con affetto e ammirazione ad una famiglia in particolare, La famiglia che perse tempo.

Allora, vi aspettiamo in libreria venerdì 4 per Le cento vite di Nemesio (E/O 2016) con l’autore Marco Rossari e Lorenzo Innocenti

e sabato 5 con Chi ha tempo e la curatrice Alessandra Urbani e lo scrittore Paolo Di Paolo.

Le locandine sono, naturalmente, di Tirez sur le Graphiste

Elena Zucconi

Incontro con Umberto Fiori

Martedì 25 ottobre alle 18 alla libreria indipendente Les Bouquinistes – via dei Cancellieri, 5 a Pistoia – per il ciclo “Il dolce rumore della vita”  promosso da Isole nel SapereGiuseppe Grattacaso e Matteo Pelliti incontrano Umberto Fiori per parlare delle sue poesie e della raccolta Poesie 1986 – 2014 pubblicato da Mondadori, 2014.
14695478_1211563885548943_726440082053970612_nPoesie 1986 – 2014 (Mondadori, 2014). “Per essere poeta” ha scritto Umberto Fiori “bisogna saper cantare”. Ma “chi canta perde tutte le bravure”: quelle tecniche, quei talenti che da sempre definiscono lo stile poetico e il suo scarto dal linguaggio comune. Per essere poeta, infatti, Fiori fa sua proprio la lingua senza asperità e senza artifici tipica della quotidianità. Eppure, per quanto (almeno apparentemente) piano, il suo stile rimane riconoscibile e memorabile attraverso l’intero arco della sua produzione, in cui ha saputo delineare un mondo compatto, ben identificabile, animato da una forte tensione morale. Lo testimoniano i versi qui raccolti: tutte le poesie pubblicate in volume, da “Case” (1986) a “Voi” (2009), a cui si aggiungono alcuni inediti. Ponendosi in una linea che da Montale arriva ai grandi lombardi del Novecento, Sereni e Raboni, Umberto Fiori dilata, “sporca” i confini del codice lirico e sceglie, come teatro per le sue poesie, un’ambientazione urbana, affollata di personaggi anonimi: passanti, taxisti, persone qualunque. Sono loro i protagonisti di apologhi esemplari capaci di illuminare, con un’inaspettata vena comica, i miracoli quotidiani che irrompono nella protettiva ma devitalizzante routine, spalancando così il mondo alla vita e illuminando l’ordinario di “una luce nuova, più vera”.
 
Umberto Fiori (Sarzana, 1949), vive a Milano dal 1954. Negli anni Settanta ha fatto parte degli Stormy Six, gruppo storico del rock italiano.
In seguito ha continuato a occuparsi di musica come autore di testi e come critico (Scrivere con la voce, Unicopli 2003). In prosa ha pubblicato una raccolta di saggi (La poesia è un fischio, Marcos y Marcos 2007), il romanzo La vera storia di Boy Bantàm (Feltrinelli 2007) e il Dialogo della creanza (LietoColle 2007). I suoi libri di poesia sono: Case (San Marco dei Giustiniani 1986), Esempi (Marcos y Marcos 1992), Chiarimenti (Marcos y Marcos 1995), Parlare al muro (Marcos y Marcos con immagini del pittore Marco Petrus, 1996), Tutti (Marcos y Marcos 1998) e La bella vista (Marcos y Marcos 2002). Per i tipi di Mondadori nel 2009 è stato pubblicato il suo ultimo libro di poesie, Voi e nel 2014 è uscito un volume che raccoglie tutti i testi editi, più degli inediti: Poesie 1986-2014.
La locandina è di Tirez sur le Graphiste
info: lesbouquinistes@libero.it oppure 0573 1780084 o 3287432522

Letti di Notte 2016

Sergio ed io siamo ancora sottosopra. Letti di Notte ogni volta è un’avventura che ci 13432344_1139871336075871_1108949894405021884_n.jpgsconvolge e frastorna e riempie di gioia e di beltà. Tante emozioni accompagnano quella serata particolare. Tanto impegno tanta passione tanta energia.

Oggi siamo latitanti ma non potevo non ringraziarvi tutti, uno per uno, per essere stati con noi.


Tirez sur le Graphiste
per primo, che ogni volta che ci manda una locandina, rimaniamo talmente stupiti da dover buttare fuori l’aria dai polmoni. Grazie 01-LDN2016-A4.jpgper averci permesso di ospitare i tuoi Esercizi di Respirazione (se passate dalla libreria, le sue fantastiche immagini saranno ancora in mostra e in vendita, per tutta l’estate!)

Leonardo Gori e Divier Nelli, due scrittori sempre disponibili, gentili e preparati. Grazie per il vostro tempo, la vostra compagnia e la vostra preziosa amicizia.

Igor Beneforti dell’Associazione Fumetti e Cartoons, che ci ha incuriosito con le sue domande sui fumetti, ha fatto risaltare la passione di Leonardo Gori e ha reso evidente come la nostra ignoranza in materia vada colmata. Anche se, giuro!, lo sapevo che Eta Beta mangiava arancini e non palline di naftalina! Dovremo organizzare un corso tipo l’ABC del fumetto. Igor, preparati!!!

Le blogger migliori del mondo: Elisa Lucchesi, in arte Elisabetta Inghirami, che non ci fa mai mancare il suo sostegno,

Beatrice Tomasi, The Buzzing Page, che ha inondato twitter con tutte le nostre attività, neanche avesse un muro di casse al posto del tablet!, Diana D’Ambrosio, che ci ha seguiti da lontano nonostante avesse mille altri impegni.

La cake designer migliore del mondo! Le torte di Sabrina che ogni volta prepara torte troppo belle per poter essere mangiate, troppo buone per non esserlo!

ClRLR94WYAAjlWj-1.jpgE poi tutti gli amici che hanno partecipato, amici storici come Serena, sempre disponibili ad aiutare come la fantastica Diana, amici che hanno bisogno di una pausa sigaretta e che danno il ritmo alle nostre serate anche solo con la loro presenza (Silvia, Paolo, sto parlando di voi!), Luca che è sempre ricco di aneddoti e di un sacco di cose interessanti da raccontare, e poi Anna Maria (grazie per la tua lettura!) e Maria e Sandra e Catiuscia (si scrive così?) e Beatrice ancora, librai per una sera, che in tre minuti ci hanno proposto i loro libri del cuore… e ancora una volta ha ragione Anna: in nessuna libreria del mondo viene citato Manganelli così tanto come nella nostra! Grazie a Alessia e Samuele per aver portato Gaudi: che festa è senza il vostro adorabile bassotto!!! E grazie per il bellissimo cuscino e la bellissima lanterna. Grazie a Caterina che non si dimentica mai di noi, e a Roberto che è stato il primo ad arrivare. Ad Ambra che temevo non ci fosse e che invece, che bella sorpresa!
E a Silvia che con Sandy ha passato quasi tutta la serata sugli scalini davanti alla libreria, a Maira e Gaetano che bella improvvisata, ai librai della Centrolibro di Scandicci per aver trascorso il loro tempo con noi. Sarebbe meraviglioso se nascessero delle belle amicizie tra i librai: quante idee e quante esperienze e quanti progetti potremmo condividere!!! E a Maurizio, amico storico, e a Stephanie, la nostra insegnante di francese, che non manca mai le occasioni importanti.

Grazie a Renzo e alla sua simpatica faccia da schiaffi. A Cristina, già impegnata altrove, ma che è riuscita comunque ad esserci. Grazie a Lorenzo che è arrivato per ultimo, ha ingiustamente vinto un bellissimo libro, ma che con la lettura del Poema dei Lunatici, alla fine se lo è pure guadagnato.

13473864_10208082312487913_1864647516_n.jpgUn grazie speciale non può non andare agli amici di Letti di Notte e di Letteratura Rinnovabile, per il loro impegno a favore delle librerie indipendenti e per il loro incredibile entusiasmo.

Eravate tanti ieri sera e io vorrei ricordarmi di tutti.

Devo fare i conti con tutte queste emozioni, ma per ora grazie a tutti, proprio tutti.

Lo so, è un post lunghissimo, ma quando si ha a che fare con i sentimenti, è difficile essere sintetici.

È stato un giorno di festa. Grazie per averlo vissuto con noi.

 

Buchi – Ugo Cornia a Les Bouquinistes

Sabato 4 giugno alle 18, lo scrittore Ugo Cornia sarà ospite della Libreria Indipendente Les Bouquinistes (via dei Cancellieri 5 a Pistoia), in occasione dell’uscita del suo ultimo romanzo, Buchi (Feltrinelli, 2016). Ne parla con lui, Paolo Albani.

Locandina CorniaAprire un cassetto, una scatolina rossa, una bella cassapanca coi piedi di leone, un’angoliera – tutti oggetti che stavano nella vecchia casa di famiglia – e trovarci dentro “un richiamo come all’indietro”. Un richiamo a un passato ricevuto in eredità ma di cui il cinquantenne Ugo ha solo pochi ricordi: la casa di Guzzano, un tempo piena di vita ma già vuota dopo la sua nascita, già solamente casa di vacanze, e poi la zia Bruna, la zia Maria, la zia Fila, il nonno, lo zio Peppo, lo zio Arrigo… Di fronte a questo vuoto, a questo buco impossibile da riempire ma che è ormai necessario attraversare, Ugo non può che inventarsi il proprio modo per creare un piccolo centro d’ordine in mezzo alle forze del caos. E il mondo che si inventa è raccontare. Allora ecco che dal passato sorgono frammenti, piccole avventure, le corse in macchina con il nonno, l’aia di notte, il favo dei calabroni nel sottotetto, la prima volta a far l’amore alla falsa diga del Limentra, vasi in penombra, frasi che ritornano, che non si è mai finito, sembra ieri, forza e coraggio. Ma soprattutto emozioni, piccole angosce, malinconie, un po’ di sollievo. Sennonché chi racconta ha l’abitudine di evitare, di scantonare, di slaterare, perciò alle emozioni sigillate dentro a quei cassetti antichi si avvicina piano e slaterando, appunto, parlando di chi ha conosciuto appena per arrivare infine alla perdita dei genitori: allo smantellamento degli affetti più cari. E altri smantellamenti ci saranno ancora, nell’universale e continuo smantellamento di tutte le cose.Con una comicità intrisa di nostalgia, Ugo Cornia affronta il mistero grande delle emozioni attraverso un romanzo nutrito di scarti spiazzanti e docili riprese, restituendoci le contraddizioni e le seducenti insensatezze del nostro mondo interiore.
 
Ugo Cornia è nato nel 1965 a Carpi e ha sempre vissuto a Modena.  Tra le altre cose ha pubblicato con Sellerio “Sulla felicità a oltranza” (1999), “Quasi amore” (2001), “Roma” (2004), “Le pratiche del disgusto” (2007), con Quodlibet “Sulle tristezze e i ragionamenti” (2008), con Feltrinelli “Le storie di mia zia” (2008), con Marcos y Marcos “Sono socievole fino all’eccesso (vita di Montaigne)” (2015).
La locandina è di Tirez sur le Graphiste
Per info: 0573 1780084 oppure 328 7432522
e mail: lesbouquinistes@libero.it

Sono socievole fino all’eccesso – Vita di Montaigne

Sabato 3 ottobre alle ore 18 presso la libreria indipendente Les Bouquinistes, in via dei Cancellieri 5 a Pistoia, lo sguardo limpido di Ugo Cornia incontra lo sguardo limpido di Montaigne: parole e pensieri attraversano i secoli, freschi e sovversivi, e al ritmo di una bella cavalcata inizia l’avventura.
Cornia
Paolo Albani e Giovanni Maccari incontrano lo scrittore Ugo Cornia per parlare del suo nuovo libro Sono socievole fino all’eccesso – Vita di Montaigne, un saggio-biografia edito da Marcos y marcos, dove si raccontano, alla maniera di Ugo Cornia la vita e il pensiero di Montaigne. Tutto questo all’interno di una collana il cui curatore è Paolo Nori e che si chiama “Il mondo è pieno di gente strana”.

Letti di Notte!

Sabato 20 giugno torna Letti di Notte. Alla libreria indipendendente Les Bouquinistes dalle 21 festeggiamo la notte della lettura e il compleanno della libreria (cinque anni di vita e il terzo in via dei SaroyanCancellieri!), con Letteratura Rinnovabile e gli amici di marcos y marcos! Siete tutti invitati per una notte dedicata al grandissimo William Saroyan, in compagnia dello scrittore Marco Vichi e con le magistrali letture dell’attore Lorenzo Degl’ Innocenti

Vi aspettiamo!