compriamo un libro, facciamo vincere la cultura

10001370_676427549062582_1603319862_nLa libreria ha festeggiato insieme a Caffeina e, per quanto ci riguarda, ieri, la cultura, se proprio non ha vinto almeno si è divertita parecchio.
Les Bouquinistes aveva un doppio evento, il Flash Mob letterario e la presentazione di un nuovo romanzo, Amore dispari con la presenza dello scrittore Divier Nelli e del giornalista Maurizio Gori.
Sono intervenuti tanti amici che Sergio ed io abbiamo riempito di piccoli fiocchi bianchi, e tentato di fotografare, ma se non gradivano essere immortalati con l’acquisto appena fatto, facevamo le foto ai bellissimi libri che hanno comprato.
E così nel vitale e allegro caos di ieri, anche se qualche foto ci è scappata, abbiamo immortalato Viaggio al termine della notte di Celine, il primo libro ad essere venduto ad Alessio, la vecchia edizione di Pnin di Nabokov che Paolo si è orgogliosamente portato a casa, ma anche Come un romanzo di Pennac che Cristina “userà” per organizzare il suo intervento alla notte bianca della biblioteca San Giorgio. Serena, su un libro che costava tre euro – Dialogues de bêtes di Colette non voleva nemmeno lo sconto e così ne ha comprato un altro. Come se la soddisfazione di comprare un libro in francese a Pistoia, non fosse la stessa che abbiamo noi a venderlo! E Pietro con Le opere di Goethe e uno sguardo a furbo perché dalla sua libreria non ha voluto che comprassimo niente… ci arriverà in regalo l’ultimo uscito di Amelie Nothomb!1891051_676427615729242_481179664_n
E poi Divier Nelli – che alcuni dei presenti già conoscevano, erano venuti apposta per lui, altri invece no, si erano fermati richiamati dal flash mob – che si è fatto scoprire o riscoprire, parlando del suo ultimo libro ma anche di altri aspetti di sé, della sua scrittura e delle cose che fa. E poi non potevamo non parlare a lungo di Viareggio, sua città natale. Personalmente mi piace quando uno scrittore è anche la città dove è nato, una città di mare che la maggior parte delle persone scopre d’estate, ma che ha non pochi lati oscuri che anche Divier ha contribuito a svelare ambientando il suo primo giallo proprio a Viareggio, protagonista anche lei per la prima volta di un romanzo di questo tipo. E dei suoi studenti che frequentano i corsi di scrittura, della sua splendida idea di fare dei booktrailer sui classici… e chi ci aveva mai pensato?
Se avete un minuto andateli a vedere, sono splendidi: Sulla spiaggia e di là dal molo di Mario Tobino, una incredibile ricostruzione di Viareggio in 3 D utilizzando le foto dei primi del Novecento o I vageri di Lorenzo Viani con i suoi dipinti che prendono vita.
E poi abbiamo parlato del Birrificio degli Archi e della Matilda la birra stagionale che ospita appesa al suo collo, un piccolo racconto sempre di Divier, dove si parla ancora del mare, di Viareggio e della fatica di essere scrittori.
Della fatica di essere librai invece non posso dire niente. Sabato primo marzo per noi è stata solo gioia… grazie a chi ha condiviso con noi questa bellissima giornata!

Quattrocentocinquanta battiti cardiaci orari

 

«La culla dondola su un abisso, il buonsenso ci dice che la nostra esistenza è soltanto un fuggevole spiraglio di luce tra due eternità di tenebre. Benché le due eternità siano gemelle identiche, l’uomo di norma, contempla l’abisso prenatale con più serenità di quanto non contempli quello verso il quale è diretto (). Io so, tuttavia, di un giovane sensibile che provò qualcosa di simile al panico, quando vide per la prima volta alcuni vecchi film girati in famiglia poche settimane prima della sua nascita. Contemplò un mondo in pratica immutato – la stessa casa, le stesse persone – e si rese conto allora che non vi era esistito affatto e che nessuno aveva pianto la sua assenza. Ad atterrirlo in modo particolare fu la vista di una nuovissima carrozzella per bambini che se ne stava là sulla veranda con l’aspetto compiaciuto e invadente di una bara; anche quella era vuota, come se, nel corso a ritroso degli eventi, le sue stesse ossa si fossero disintegrate.»

Vladimir Nabokov, “Parla, ricordo”, traduzione di Bruno Oddera, Oscar Mondadori, 1984.