Letti di Notte 2016

Sergio ed io siamo ancora sottosopra. Letti di Notte ogni volta è un’avventura che ci 13432344_1139871336075871_1108949894405021884_n.jpgsconvolge e frastorna e riempie di gioia e di beltà. Tante emozioni accompagnano quella serata particolare. Tanto impegno tanta passione tanta energia.

Oggi siamo latitanti ma non potevo non ringraziarvi tutti, uno per uno, per essere stati con noi.


Tirez sur le Graphiste
per primo, che ogni volta che ci manda una locandina, rimaniamo talmente stupiti da dover buttare fuori l’aria dai polmoni. Grazie 01-LDN2016-A4.jpgper averci permesso di ospitare i tuoi Esercizi di Respirazione (se passate dalla libreria, le sue fantastiche immagini saranno ancora in mostra e in vendita, per tutta l’estate!)

Leonardo Gori e Divier Nelli, due scrittori sempre disponibili, gentili e preparati. Grazie per il vostro tempo, la vostra compagnia e la vostra preziosa amicizia.

Igor Beneforti dell’Associazione Fumetti e Cartoons, che ci ha incuriosito con le sue domande sui fumetti, ha fatto risaltare la passione di Leonardo Gori e ha reso evidente come la nostra ignoranza in materia vada colmata. Anche se, giuro!, lo sapevo che Eta Beta mangiava arancini e non palline di naftalina! Dovremo organizzare un corso tipo l’ABC del fumetto. Igor, preparati!!!

Le blogger migliori del mondo: Elisa Lucchesi, in arte Elisabetta Inghirami, che non ci fa mai mancare il suo sostegno,

Beatrice Tomasi, The Buzzing Page, che ha inondato twitter con tutte le nostre attività, neanche avesse un muro di casse al posto del tablet!, Diana D’Ambrosio, che ci ha seguiti da lontano nonostante avesse mille altri impegni.

La cake designer migliore del mondo! Le torte di Sabrina che ogni volta prepara torte troppo belle per poter essere mangiate, troppo buone per non esserlo!

ClRLR94WYAAjlWj-1.jpgE poi tutti gli amici che hanno partecipato, amici storici come Serena, sempre disponibili ad aiutare come la fantastica Diana, amici che hanno bisogno di una pausa sigaretta e che danno il ritmo alle nostre serate anche solo con la loro presenza (Silvia, Paolo, sto parlando di voi!), Luca che è sempre ricco di aneddoti e di un sacco di cose interessanti da raccontare, e poi Anna Maria (grazie per la tua lettura!) e Maria e Sandra e Catiuscia (si scrive così?) e Beatrice ancora, librai per una sera, che in tre minuti ci hanno proposto i loro libri del cuore… e ancora una volta ha ragione Anna: in nessuna libreria del mondo viene citato Manganelli così tanto come nella nostra! Grazie a Alessia e Samuele per aver portato Gaudi: che festa è senza il vostro adorabile bassotto!!! E grazie per il bellissimo cuscino e la bellissima lanterna. Grazie a Caterina che non si dimentica mai di noi, e a Roberto che è stato il primo ad arrivare. Ad Ambra che temevo non ci fosse e che invece, che bella sorpresa!
E a Silvia che con Sandy ha passato quasi tutta la serata sugli scalini davanti alla libreria, a Maira e Gaetano che bella improvvisata, ai librai della Centrolibro di Scandicci per aver trascorso il loro tempo con noi. Sarebbe meraviglioso se nascessero delle belle amicizie tra i librai: quante idee e quante esperienze e quanti progetti potremmo condividere!!! E a Maurizio, amico storico, e a Stephanie, la nostra insegnante di francese, che non manca mai le occasioni importanti.

Grazie a Renzo e alla sua simpatica faccia da schiaffi. A Cristina, già impegnata altrove, ma che è riuscita comunque ad esserci. Grazie a Lorenzo che è arrivato per ultimo, ha ingiustamente vinto un bellissimo libro, ma che con la lettura del Poema dei Lunatici, alla fine se lo è pure guadagnato.

13473864_10208082312487913_1864647516_n.jpgUn grazie speciale non può non andare agli amici di Letti di Notte e di Letteratura Rinnovabile, per il loro impegno a favore delle librerie indipendenti e per il loro incredibile entusiasmo.

Eravate tanti ieri sera e io vorrei ricordarmi di tutti.

Devo fare i conti con tutte queste emozioni, ma per ora grazie a tutti, proprio tutti.

Lo so, è un post lunghissimo, ma quando si ha a che fare con i sentimenti, è difficile essere sintetici.

È stato un giorno di festa. Grazie per averlo vissuto con noi.

 

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Breve vita di Rembrandt Bugatti

Questa vita tuttavia mi pesa molto

Edgardo Franzosini, Adelphi, 2015

Questa vita tuttavia mi pesa molto, copertinaDi questo breve romanzo di Edgardo Franzosini è bellissimo anche il titolo. Una frase tratta da una lettera che introduce immediatamente quel senso di inadeguatezza, di incapacità, di sofferenza e di insofferenza del protagonista.

Rembrandt Bugatti è un artista, un animalier, che vive tra Parigi e Anversa, ma forse dovremmo scrivere tra lo zoo del Jardin des Plantes e lo zoo Antwerpen, dove osserva con maniacale attenzione gli animali che poi riproduce in maniera velocissima, scolpendo di getto quasi istintivamente.

In queste poco più di cento pagine si cerca di descriverlo, di farlo conoscere, di svelare alcuni aspetti della sua personalità; un compito tutt’altro che facile.

Mischiando realtà e fantasia se ne crea una piccola biografia, incentrata su alcuni anni della sua vita e soprattutto sull’ultimo, il 1916.

Il risultato è davvero sorprendente. Con pochi accenni, Franzosini riesce a ricreare un’epoca, la Parigi di quegli anni e l’entourage dove Bugatti viveva e lavorava.

Non si può non restare colpiti da una vita così breve, vera e sofferta. Una vita contrassegnata da una passione fortissima e viscerale, da una magnifica ossessione, che condiziona il carattere, il modo di essere e di apparire, la vita appunto, ma molto probabilmente anche la morte di Rembrandt Bugatti.

In questa sorta di biografia l’esistenza dell’artista risulta ancora più intensa, «la vita senza i tempi morti» avrebbe detto François Truffaut.

Non so come e perché Edgardo Franzosini si sia imbattuto in questo personaggio, ma è facile capire perché non sia riuscito a lasciarlo andare.

Bugatti si sente a suo agio solo con gli animali e molte sono le pagine dedicate alle sue giornate trascorse in loro compagnia. Ama osservarne il pelo, annusarne l’odore, memorizzare i movimenti flessuosi delle fiere mentre si chinano a lambire l’acqua, sorprendere gli scatti improvvisi, i muscoli che si tendono e che creano un movimento pieno di energia che per lui era meraviglioso. Mi chiedo perché non avesse mai tentato di osservarli nel loro habitat naturale. Penso che non lo abbia mai fatto perché era anche lui un animale in cattività. Anche lui era in qualche modo obbligato a vivere fuori dal proprio habitat, prigioniero di qualche gabbia.

Quest’uomo, a cui è stato imposto un nome tanto importante e impegnativo, sembra avere un’identità fluttuante, indefinita, che Franzosini ricostruisce nel suo romanzo attraverso le descrizioni di chi lo conosceva, elencando i soprannomi che gli venivano affibbiati – Pempa dal fratello, l’Americano dagli amici, l’Aristocratico dalla portinaia del numero 3 di rue Joseph Bara a Parigi – descrivendo gli abiti originali che indossava ma anche elencando i tanti suoi ritratti, disegnati o scolpiti dai suoi amici. Ma saranno tutti reali?

È un gioco sottile questo di Franzosini, fra realtà e fantasia, fra vero e verosimile, fra frasi scritte tra virgolette recuperate da vecchi carteggi e altre, probabilmente, frutto della sua fantasia. Questa partita giocata un po’ con il testo, un po’ con il lettore, fa sì che la dolce malinconia del romanzo si stemperi un poco nell’ironia che forse si ritrova, involontariamente, anche nella copertina del libro di Adelphi. L’animale stilizzato sotto il titolo mi ha ricordato lo struzzo di Einaudi. Invece è un fenicottero, opera di Rembrandt Bugatti, che un po’ gli assomigliava anche, ritratto anche quello, forse, un po’ paradossale dell’artista.

Elena Zucconi

Questa vita tuttavia mi pesa molto

Sabato 9 gennaio alle 18 alla libreria indipendente Les Bouquinistes, in via dei Cancellieri 5 a Pistoia, sarà ospite un grande scrittore, Edgardo Franzosini, per presentare Questa vita tuttavia mi pesa molto (Adelphi, 2015). È la storia struggente e bellissima, come solo le biografie sanno essere, di Rembrandt Bugatti. L’autore ci racconta la vita di questo artista, forse non molto conosciuto, trascorsa tra Parigi e Anversa e del suo amore per gli animali che trasformava in opere d’arte, sculture bronzee che sembrano modellate con le mani. Un uomo fragile e forte a suo modo. Un libro che fa male ma di una beltà e di un’umana poesia che lasciano dentro nostalgia e dolcezza.

Insieme a Edgardo Franzosini e a conversare con lui ci sarà Giovanni Maccari, che tornerà in libreria il 30 gennaio con I russi di Tommaso Landolfi.
tirez sur le graphiste
Edgardo Franzosini, scrittore italiano, ha pubblicato Il mangiatore di carta (Sugarco, 1989) Nel 1995 Raymond Isidore e la sua cattedrale, che ha vinto il Premio l’Inedito-Maria Bellonci, il Premio Procida-Elsa Morante ed è stato finalista al Premio dei Lettori di Lucca. Nel 1998 ha pubblicato Bela Lugosi vincendo il Premio Filmcritica-Umberto Barbaro. Nel 2013 è uscito Sotto il nome del Cardinale (tutti editi per Adelphi). Nell’aprile 2014 ha pubblicato Sul Monte Verità (per Il Saggiatore). Nel 2015 è uscito, ancora per Adelphi, Questa vita tuttaviami pesa molto. Vive a Milano. I suoi libri sono stati tradotti in Spagna, Francia, Germania. Ha tradotto dal francese e dal tedesco.
La locandina è di Tirez sur le graphiste
info: lesbouquinistes@libero.it oppure 3287432522