Il fantasmatico Rossari

Qualche volta ci viene chiesto qual è il “criterio di scelta” delle presentazioni che ospitiamo in libreria. È difficile riassumerlo perché nascono in mille modi diversi.

Il primo incontro con Marco Rossari, per esempio, nasce da un titolo: Il piccolo dizionario delle malattie letterarie. Non scriverò niente in questa sede su quel piccolo volume pubblicato da ItaloSvevo che abbiamo amato, vi basti sapere che Sergio e io, le malattie letterarie, pensavamo di averle tutte.

01-ROSSARI-DYLAN-A4-a001Fu in quell’occasione che fissammo il primo incontro, a noi caro per le amicizie che ne sarebbero nate, con lo scrittore e con un’altra libreria, la Lettera 22 di Viareggio con la quale condividemmo le spese del treno e il tour dell’autore.

Ci divertimmo e ci dicemmo di non perderci di vista. Capita. A volte è difficile mantenere gli intenti, altre volte più facile. Dipende. Da cosa? Dal volume di lavoro dello scrittore in questione, dal volume di lavoro che si accumula quotidianamente in libreria. Chi organizza molti incontri con gli scrittori è inevitabilmente sempre in ritardo. Con le richieste a cui deve rispondere, con i comunicati stampa, con il catalogo da tenere aggiornato, con i rendiconti trimestrali per le case editrici, con le rese, con le pulizie nella libreria, con la visione delle preziose newsletter che gli uffici stampa spediscono con l’annunciazione delle novità, con le recensioni da non perdere, e sì, anche con i libri da leggere anche se molto spesso vengono letti di notte e mai in libreria durante l’orario di lavoro. È impossibile, non c’è tempo.

Marco Rossari non è solo un bravo scrittore. Secondo noi ha un dono particolare nell’affibbiare un titolo a un libro. Come non innamorarsi di chi ha scritto L’unico scrittore buono è quello morto pubblicato nel 2012 da E/O o, appunto de Il piccolo dizionario delle malattie letterarie di ItaloSvevo.

È anche un ottimo traduttore. Difficile seguire tutto quello che pubblica. Tra le ultime cose, solo per citare le ultimissime e sono certa mi sarò persa qualche titolo per strada, è uscito per Einaudi la sua nuova traduzione de Il Circolo Pickwick di Charles Dickens e Sotto il vulcano di Malcom Lowry per Feltrinelli. Come curatore è uscita da poco per Einaudi l’antologia Racconti da ridere ma prima ancora aveva pubblicato per E/O Le cento vite di Nemesio che mi ha fatto sghignazzare in sala d’attesa dal medico e in fila alle poste come non mi succedeva da tanto tempo. È un romanzo divertente, un voluminoso “tomo” di 512 pagine che mette ansia finché non si inizia a leggerlo… affrontato l’incipit la lettura scorre che è un piacere.

È per colpa di Nemesio che l’incontro in libreria su Bob Dylan è stato sempre procrastinato. Sì perché Nemesio ha concorso per lo Strega… congelando un po’ tutto il resto! «Il primo sorso affascina il secondo Strega» recitava la pubblicità e stregati abbiamo seguito tutte le fasi del premio facendo il tifo.

Questa storia avrebbe dovuto essere più breve, ma mi ha preso la mano.

01-ROSSARI-DYLAN-A4-a002Per arrivare al dunque, Bob Dylan. Il fantasma dell’elettricità pubblicato da ADD Edizioni verrà finalmente presentato in libreria sabato 24 marzo alle 18. A fare da spalla a Marco Rossari (che ha promesso di portare la chitarra!) ci sarà Sergio, non come libraio ma come dylaniano appassionato.

Adesso sembra preistoria, ma c’è stato un tempo in cui Sergio scambiava bootleg dei concerti di Dylan in tutto il mondo – perché Dylan ha tenuto concerti in tutto il mondo! – spedendo gli obsoleti cd in buste con il pluriball riempite di carta di giornale. In Giappone, in Nuova Zelanda, in Norvegia… alla posta andavo io e ricordo più di un indirizzo strano e lontano.

Qualche volta, Sergio, mi faceva ascoltare Blowin’in the wind, una delle tante canzoni che mi piacciono particolarmente, da venti concerti diversi. Venti interpretazioni diverse. Venti paesi diversi. Era un modo forse perché il fantasma dellelettricità si manifestasse.

La febbre del rock deve aver contagiato anche il nostro grafico, Tirez sur le Graphiste, che indeciso fino all’ultimo, ci ha mandato una doppia locandina… a proposito, voi quale preferite?

Fedeli alla storia che si ripete, Marco Rossari farà tappa anche a Viareggio da Elena Francesconi alla Lettera 22, domenica 25 marzo alle 18.

Noi, vi aspettiamo sabato 24 marzo alle 18, nella nostra libreria, nella speranza che Marco Rossari non si faccia prendere da una dylanite acuta e non si presenti!

L’ultima sigaretta

Succede a volte che la libreria si trasformi in una macchina del tempo. Succede quando, con la scusa dell’uscita di un inedito o di un saggio dedicato o di un anniversario, ci si inventa qualcosa che sfida l’impossibile: portare in libreria uno scrittore che non c’è più. È successo con Luigi Malerba e con Giorgio Manganelli, con Maurizio Salabelle (chi si ricorda oggi, in Italia e in particolare nella città dove ha vissuto per buona parte della sua vita, che di lui ricorre quest’anno il quindicesimo anniversario dalla morte, che l’anno prossimo avrebbe compiuto sessantanni?) e con Italo Calvino, con Tommaso Landolfi e addirittura con Marcel Proust. Succederà di nuovo sabato 24, con uno degli scrittori più importanti degli ultimi trentanni, il cileno Roberto Bolaño autore culto, scomparso ad appena cinquantanni, nel 2003, lasciando alle sue spalle una produzione vastissima e di altissimo livello. Questa è anche l’occasione, grazie alla geniale intuizione del nostro Tirez sur le Graphiste, per far compiere un piccolo miracolo: chi conosce Ilide Carmignani e la segue, conosce sicuramente anche l’aneddoto del loro mancato incontro al Salone di Torino. Roberto Bolaño a pochi metri di distanza, le apparve come un fantasma, dietro ad un vetro. Era già malato, ma Ilide questo non lo sapeva ancora. In breve tempo se ne sarebbe andato e quella che stava per diventare la sua voce italiana, ebbe il destino di non incontrarlo mai, neppure per un istante. Tirez sur le Graphiste, invece le ha voluto regalare l’ultima sigaretta, la realizzazione di qualcosa che non è stato, ma che avrebbe potuto essere.
Appuntamento allora sabato 24 alle 18 alla libreria Les Bouquinistes a Pistoia, per parlare di Roberto Bolaño e di Lo spirito della fantascienza, romanzo inedito la cui pubblicazione si deve alla sempre ottima Adelphi. A dialogare con Ilide Carmignani ci sarà lo scrittore Alessandro Raveggi. Il tutto sotto l’insegna di Intorno a Babele e con la preziosa collaborazione di Giuseppe Girimonti Greco.

Marco Vichi e il nuovo Bordelli

01-VICHI-A4-a001Giovedì 23 novembre alle 18 torna alla Libreria Indipendente Les Bouquinistes (via dei Cancellieri, 5 a Pistoia) lo scrittore Marco Vichi per presentare il suo nuovissimo romanzo appena pubblicato da GuandaNel più bel sogno. Una nuova avventura del commissario Bordelli. Insieme a lui, un presentatore d’eccezione, lo scrittore Leonardo Gori e con la partecipazione di Lorenzo Degl’Innocenti.

In collaborazione con Giallo Pistoia.

Nel più bel sogno È la fine di aprile del 1968. Firenze, come il resto dell’Italia, è scossa dalle manifestazioni studentesche. I figli sono contro i padri, senza mediazioni né compromessi, ed è difficile capire dove stiano ragioni e torti, dove sia il male. Università occupate, scontri con le forze dell’ordine, battaglie tra studenti di destra e di sinistra, slogan impregnati di ideali: un vortice di sogni cozza contro una società ormai sorpassata che aveva creduto di durare in eterno.
Nonostante un certo disorientamento per il mondo che sta cambiando, Bordelli vive una sua primavera interiore. Il peso del passato sembra finalmente attenuarsi, e lui sente di poter affrontare le cose con più leggerezza. Anche la sua vita amorosa sta forse andando incontro a un mutamento inatteso…
vichi nel più bel sogno 2Ma una giornata drammatica, una giornata di morte, costringe il commissario a confrontarsi con non pochi misteri. E quando tutto pare avviarsi verso la soluzione, in un paese vicino a Firenze un altro omicidio terribile getta il commissario nello sconforto. Non sa davvero se questa volta riuscirà a scoprire lo spietato assassino, che forse si cela dietro un macabro messaggio.

Marco Vichi è nato nel 1957 a Firenze e vive nel Chianti. Presso Guanda ha pubblicato i romanzi:L’inquilinoDonne donneIl briganteUn tipo tranquilloLa vendettaIl contrattoLa sfidaIl console; le raccolte di racconti Perché dollari?Buio d’amoreRacconti neriIl bosco delle streghe; il graphic novel Morto due volte, con Werther Dell’Edera, e la favola Il coraggio del cinghialino. Ha inoltre curato le antologie Città in neroDelitti in provinciaÈ tutta una folliaUn inverno color noirScritto nella memoria. Della serie dedicata al commissario Bordelli sono usciti, sempre per Guanda: Il commissario BordelliUna brutta faccendaIl nuovo venutoMorte a Firenze (Premio Giorgio Scerbanenco – La Stampa 2009 per il miglior romanzo noir italiano), La forza del destino Fantasmi del passato.

Nel più bel sogno. Una nuova avventura del commissario Bordelli, Marco Vichi, Guanda 2017, pagine 608, euro 19

 

Tutto il mondo è paese

Questo bel romanzo di Eve Harris ci racconta l’educazione sentimentale di Chani Kaufman, la giovanissima protagonista, nel momento più importante della sua vita. La scelta del proprio compagno, il matrimonio e la prima notte di nozze.

Chani vive a Londra e appartiene alla comunità ebraica ultraortodossa con dure regole da rispettare, particolarmente ostiche per i più giovani: nessun contatto fisico con l’altro sesso (non ci si può nemmeno sfiorare) niente tv né internet, nessuna educazione sessuale, né a scuola né in famiglia; libri d’arte censurati da etichette che coprono le nudità…

Nella comunità ci si sposa presto, intorno ai vent’anni. Si tratta di matrimoni combinati grazie al lavoro di una “sensale” assunta dalla famiglia, che organizza appuntamenti mirati. Non più di cinque incontri per decidere l’uomo o la donna che ci accompagnerà per tutta la vita.

Siamo di fronte ad una commedia allegra e divertente dove anche gli aspetti più drammatici sono raccontati con tocco lieve.

Benché descriva una comunità ben definita, con sue rigide norme, apparentemente estranee alla nostra società, emergono con forza elementi universali. La ricerca di un proprio alfabeto sentimentale all’interno di regole ferree e di informazioni fondamentali mancanti non è poi così differente dal percorso che deve seguire chi si debba orientare senza alcuna guida, avendo a portata di mano un serie quasi illimitata di stimoli e nozioni da non sapere più quale scegliere.

Cosa succede quando ci si innamora per la prima volta? Non è per tutti lo stesso batticuore, non si provano gli stessi dubbi, le stesse incertezze?

Il romanzo, arrivato in Italia grazie all’editore barese LiberAria e ottimamente tradotto da Paolo Lorusso, ha uno stile fresco e scorrevole. Sembra giocare con leggerezza mentre descrive i rapporti umani. Il lettore è portato a sorridere, a empatizzare, a intristirsi, anche, immedesimandosi in vicende che davvero sono meno aliene di quanto si potrebbe credere in un primo momento. 

Più di tutto in questo romanzo Eve Harris racconta la giovinezza che guarda verso un futuro incerto, con forza ma anche con paura, alla ricerca della propria felicità personale. Una ricerca che non si conclude, né a vent’anni né dopo.

Il matrimonio di Chani KaufmanEve HarrisLiberAria, 2016

 

Elena Zucconi

Ogni presentazione è importante

Ognuno degli appuntamenti che abbiamo proposto in questi ormai cinque anni a chi frequenta la libreria e alla città, è stato pensato e organizzato con l’idea che quell’appuntamento fosse unico e per questo imperdibile, per noi e per chi vi avesse voluto partecipare. Spesso è andata bene e l’unicità di queste nostre proposte è stata raccolta e accettata da chi è venuto, altre volte è andata diversamente. Sempre abbiamo trovato sulla nostra strada scrittori, poeti ma soprattutto amici che hanno capito che ciò che stavamo facendo era il massimo che potevamo fare. Hanno capito, ci sembra, che c’era amore in quello che facevamo e fatica. È per questo che possiamo dire che è andata sempre bene, che è stato sempre bello. In questi cinque anni abbiamo ospitato non scrittori o poeti, ma persone che hanno scritto romanzi racconti saggi o poesie e con loro sentiamo di aver creato un rapporto, fatto di stima, ma anche di amicizia. Abbiamo trovato scrittori che hanno dimostrato la loro bravura e la loro passione davanti a cinquanta spettatori e altri che, con altrettanta grandezza, l’hanno dimostrate davanti a due o tre persone. Ogni presentazione è importante.

01-MARI-A4-a003.jpgQuel che ci aspetta la prossima settimana, è una sfida difficile. Ospiteremo tre appuntamenti ai quali, per diversi motivi, non potremmo tenere di più. Si comincia venerdì 27 ottobre, con quello che è forse il più, non voglio dire grande o bravo, perché son giudizi di merito, ma sicuramente il più talentuoso degli scrittori italiani: Michele Mari. È appuntamento al quale abbiamo lavorato per mesi, con la complicità di una cara amica, Alessandra Urbani, che verso di lui ci ha aperto un piccolo varco. Quando Michele Mari ha risposto alla nostra mail, semplicemente scrivendo “verrò molto volentieri”, abbiamo ballato di gioia e, credeteci, non lo abbiamo fatto da librai, ma da lettori. È questo, credo, che fa la differenza. Ospitare Michele Mari, che presenterà quel suo Leggenda privata uscito da Einaudi la scorsa primavera, ma che parlerà, ne siamo certi, di mille altre cose, sarà un po’ come segnare un punto nel nostro personalissimo viaggio, in questo nostro incontrare quel che di meglio circola tra i banchi delle librerie. Al tempo stesso, però, sappiamo che bisogna continuare.

01-BIFERALI-A4-a001Sabato 28 ottobre, il giorno dopo, ospiteremo Giorgio Biferali (che la sera prima con Mari avrà dialogato), per presentare un suo prezioso testo su Calvino (Italo Calvino. Lo scoiattolo della penna è il titolo molto bello di questo breve ma intenso saggio illustrato dai bei disegni di Giulia Rossi) pubblicato per La Nuova Frontiera Junior e rivolto, in apparenza, ad un pubblico di ragazzi. Per noi questo è un libro adatto a tutte le età, un perfetto viatico verso uno dei nostri scrittori più importati e amati. A chiacchierare con Giorgio ci sarà Antonella Antonia Paolini, e questo sarà, ne siamo certi, un incontro di magia e di intelligenza. Giorgio e Antonia sono due persone appassionate che si conoscono e che saranno insieme una scoperta bellissima per chi verrà ad ascoltarli. Per noi questa è una serata unica e che diventerà indimenticabile. Giorgio è un amico di lunga data, ormai; che è cresciuto ed è cambiato, in meglio, sempre, ogni volta che l’abbiamo incontrato. Antonia è un’amicizia più recente. La sua passione per Leopardi la conoscevamo e la sua cultura anche. La bellezza della sua persona l’abbiamo imparata da poco; ma subito apprezzata.

01-GIRIMONTI-A4-a002Il 29 ottobre, domenica, chiudiamo questo tour de force con un altro incontro al quale teniamo enormemente: Giuseppe Girimonti Greco (traduttore di grande valore e persona di enorme generosità intellettuale e umana) e lo scrittore Ezio Sinigaglia (suo lo splendido Eclissi, edito da Nutrimenti, presentato sempre da noi la scorsa stagione), tornano a Les Bouquinistes con un progetto totalmente nuovo: i racconti giovanili di Marcel Proust, tradotti e riportati a nuova vita da un gruppo di voci validissime (Mariolina Bertini, Federica Di Lella e Ornella Tajani oltre ovviamente ai curatori, Giuseppe Girimonti Greco e Ezio Sinigaglia). Il volume, edito recentissimamente da Clichy, si intitola semplicemente Racconti e ripropone in una nuova veste testi ormai introvabili nel nostro paese. Sarà un’occasione per scoprire o riscoprire un Proust meno frequentato ma non per questo meno ricco di spunti interessanti.

Tre appuntamenti, dunque, da non perdere. Almeno secondo il nostro parere. Tre cose diverse e che per questo crediamo possano attirare l’attenzione di tutti e lascino intuire una strada che abbiamo iniziato a percorrere e che continuiamo a frequentare con soddisfazione.

Se vorrete esserci, vi aspettiamo in libreria.

In viaggio verso terre promesse

Cominciamo dal principio e iniziamo dal titolo. Quali sono le Terre promesse del romanzo di Milena Agus? Il romanzo, pubblicato quest’anno dal raffinato editore Nottetempo ha un piroscafo come immagine di copertina… Tocca mettersi in viaggio. Ma verso dove? Difficile stabilirlo a priori perché le terre promesse sono un po’ come la linea dell’orizzonte. Quando si crede di averlo raggiunto, ci si accorge che si è spostato un po’ più in là.

terre promesseMa è proprio quella la meta irraggiungibile verso la quale si dirigono accanitamente tutti i personaggi – alcuni più di altri – di questo spaccato familiare, di questa saga che ci racconta le vicende di una famiglia. Genitori che diventano nonni, figli che diventano genitori, un ciclo che non si arresta, se non con il romanzo, ma che è un continuo divenire come la vita che trascorre e se ne va.

È il ciclo naturale della vita, di questa famiglia come di quella di ognuno, con storie di poca importanza se non per chi, quei racconti li vive sulla propria pelle.

Milena Agus trasforma una vicenda familiare in un racconto generazionale, ma anche in una fiaba, di quelle che le nonne raccontavano ai nipoti, ma anche, forse, in una storia mitologica che trascende dal tempo e dallo spazio in cui è ambientata.

A volte sembra di leggere una storia sudamericana di una Macondo sarda o di quelle che ci ha abituato ad ascoltare Isabelle Allende.

Altre volte ci viene ricordato che si tratta di una vicenda vicina, ambientata a Genova, a Milano e in quella Sardegna un po’ aspra come le tante lingue che la abitano, fosse anche solo per quel lessico famigliare che, chi viene da una terra dove forte è la presenza e l’abitudine al dialetto, non può fare a meno di ignorare.

Le terre promesse del libro vengono sempre disattese, non perché non vengano raggiunte ma perché deludono chi le persegue con assiduità e costanza. Forse era meglio prima, forse sarà meglio poi.

E tra tutte ci sono due donne, una madre, Donna Ester e una figlia, Felicita che si scontrano continuamente perché complementari. L’una mai contenta, mai soddisfatta, mai appagata, l’altra, felice come il nome che porta, soddisfatta di tutto ciò che ha.

agusLe due donne sono il perno intorno al quale ruota la storia. Quale storia? Tante storie. Quella dell’attesa del fidanzato durante gli anni di guerra, dell’attesa del matrimonio, dell’attesa del viaggio in continente senza voltarsi indietro per carità, il volto protesto verso il futuro. Quella dell’attesa della figlia, dell’attesa di tornare a casa, dell’attesa dell’amore… e mentre si attende, la vita va, i figli crescono e generano altri figli e così ancora come un ciclo infinito che vede cambiare solo i personaggi principali, che restano più o meno fedeli ad un unico copione.

Cosa si salva da questo continuo incedere? Piccole storie senza importanza, racconti che si salvano chissà come per generazioni e che diventano una sorta di mitologia familiare, la vita di ognuno di noi che passa e va e che lascia piccole invisibili tracce dietro di sé mentre incedono verso le mai del tutto soddisfacenti terre promesse.

Elena Zucconi

Terre promesse

Milena Agus

Nottetempo, 2017