Overlove – Incontro con Alessandra Minervini

Sabato 22 Aprile alle 18 presso la libreria indipendente Les Bouquinistes – via dei Cancellieri, 5 a Pistoia – Alessandra Minervini ci parlerà del suo romanzo d’esordio Overlove, pubblicato da LiberAria Editrice.
Insieme a lei Giorgia Antonelli, direttrice editoriale della casa editrice barese.
Un racconto a due voci per parlare del romanzo, dell’amore, delle scelte ma anche di come può essere il lavoro in una casa editrice tutta al femminile.
01-MINERVINI-A4-a001 (1)Overlove Cosa siamo disposti a fare per amore? Tutto, anche lasciarci.
Anna sta con Carmine da tre anni. Carmine è sposato e ha una figlia. Anna no. Si prendono e si lasciano diverse volte in un tira e molla di passione e senso di colpa.
Carmine è un sofisticato cantautore indipendente che tenta la carriera nazional popolare per sbarcare il lunario. Passa le giornate rinchiuso nel suo studio di registrazione, alternando la fase creativa all’ossessione del controllo del peso. Rancoroso e frustrato, non ha il coraggio di cambiare vita. Fino a quando il cambiamento non glielo serve Anna su un piatto d’argento. Un pegno d’amore.
In una Puglia dai colori vivi e velata di un’ironica malinconia, Anna lascia Carmine. Fino al momento prima, niente sembra essere cambiato. Ben presto la mancanza diventa un sentimento ambiguo: non è dolore per qualcosa che non c’è più ma per qualcosa che è avanzato e non è abbastanza. 
Intorno ai due protagonisti gravita la sgangherata umanità contemporanea: anaffettivi cronici, artisti egocentrici, goffi ipocondriaci, i nuovi ricchi dell’Est europeo e gli ex benestanti italiani minacciati dalla povertà borghese.
La scrittura di Alessandra Minervini procede per sottrazione e frammenti, creando nel lettore un senso di dipendenza. Si perde e si ritrova qualcosa: un amore, una vita, un desiderio, se stessi.
 
COPERTINA_ov copiaAlessandra Minervini è nata a Bari, dove ora vive. Suoi racconti sono stati pubblicati da alcune riviste tra cui “Colla”, “EFFE”, “Cadillac”. Affidandosi al pensiero di John Fante: “Per scrivere bisogna amare e per amare bisogna capire”, organizza e tiene corsi di scrittura. Il suo sito è www.alessandraminervini.info.
 
Giorgia Antonelli è direttrice editoriale di LiberAria, una casa editrice indipendente di Bari che lei ha fondato, «LiberAria Editrice pubblica libri che desidera leggere. Si tratta di storie, d’una qualsiasi forma narrativa, che hanno uno sguardo che comprende il mondo. Comprendere nel senso letterale di capacità di capire. Come sosteneva Gustave Flaubert “Scrivere è un modo di vivere”.» Loro alzano la posta e lavorano perché anche leggere diventi un modo di vivere.
info: lesbouquinistes@libero.it oppure 3280426630

Un noir a tempo di jazz

Leonardo Gori, Musica nera, Tea 2017

Musica-nera4-e1489612441931.jpgIn tutti i romanzi che vedono Bruno Arcieri come protagonista, si respira la stessa aria nostalgica verso un tempo che appartiene ormai ad un passato remoto.

Siamo negli anni Sessanta, precisamente nel 1967, ma il sentimento di nostalgia che prova il colonnello dei Carabinieri in pensione Bruno Arcieri, ci porta indietro nel tempo, in un viaggio a ritroso che segue il ritmo del jazz e che sembra inarrestabile: anni Quaranta, Trenta, Venti.

È difficile leggere questo romanzo senza battere il ritmo con un piede, senza andare a curiosare in rete alla ricerca di melodie dimenticate, ma che invece sono ancora lì, da qualche parte. Non si ha che da premere un tasto, chiudere gli occhi e aprirsi all’ascolto.

Seguendo il ritmo della musica il lettore rimante come ipnotizzato e non si stacca da Bruno Arcieri, che incontriamo a Viareggio per il funerale di un amico del tempo che fu.

Nella città toscana lo aspetta il passato, fatto di storie irrisolte che, per questo, addolorano ancora di più.

Locandina Gori.jpgDov’è la tomba dei piccoli Levi e del loro padre, trucidati dai nazisti sui monti della Versilia, dopo che un delatore ne aveva denunciato il rifugio? Chi sono le donne vestite di nero che tutti i giorni guardano il mare? Davvero rivedrà Elena Contini, la donna che ha sempre amato e che rende il passato ancora più attraente? Che cosa c’entra con tutto questo la meravigliosa musica jazz rievocata da Leonardo Gori?

Un noir avvincente e ben costruito che disorienta il lettore con tantissimi particolari e dettagli (dal fruscìo della seta alla marca di sigarette Macedonia per fare un esempio) la cui trama stordisce ed eccita come la musica nera del titolo.

 

Elena Zucconi

 

Nominazioni – Poesie dal ritorno

Sabato 4 febbraio alle 18, presso la libreria indipendente Les Bouquinistes, via dei Cancellieri, 5 a Pistoia, Alessandro Raveggi ci racconterà la sua raccolta poetica Nominazioni, Poesie dal ritorno pubblicate da Giuliano Ladolfi Editore nel 2016.
Insieme a lui ci saranno Azzurra D’Agostino e Francesca Matteoni.

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Il ritorno dal lungo viaggio e il bisogno di nominare le cose in una casa dismessa, in un universo fatto di umanità distante: quando pare che sia già troppo tardi e si arriva in extremis, agli sgoccioli, nel proprio Paese. Le cose mute ci guardano, e la tua nazione ha il bisogno di essere una nominazione, un amore da richiamare al petto. Affrontando quel passo rischioso che lo scrittore Mario Benedetti ha chiamato dis-esilio, con uno sguardo che si fissa tra i filari di una campagna irreale o nelle opere di Cy Twombly prese a pretesto, questa raccolta è la possibilità che un ritorno a casa da estraneo prenda forma e finisca, idealmente nel passaggio di testimone tra un padre e un figlio.

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Alessandro Raveggi (Firenze, 1980) scrive libri di narrativa, saggistica, teatro e poesia. Suoi testi sono apparsi su «Satisfiction», «Minima&Moralia», «Poesia», «Doppiozero», «Le parole e le cose», «Alfabeta2», «Nazione indiana», «Carmilla», «Il primo amore», «Nuovi Argomenti», «Nuova Prosa», «Il Reportage», «Versodove», «L’immaginazione», «The Towner», «Luvina», «Semicerchio», tra le altre. È direttore della rivista letteraria italiana in italiano e inglese The FLR,  e ha curato Re: viste sulla letteratura e le arti nonché la collana di narrativa di qualità Novevolt. Fondatore del progetto d’arte contemporanea Forward, per anni regista e drammaturgo (finalista Premio Riccione 2007), è stato ricercatore della Universidad Nacional Autónoma de México. Attualmente è coordinatore artistico del festival di scrittori italiani e americani in dialogo The Writers’ Season / La Stagione degli Scrittori. Insegna letteratura italiana alla New York University e in altre università americane a Firenze.

L’incontro è realizzato in collaborazione con Logo (2).jpg

info: lesbouquinistes@libero.it oppure 05731780084

Come l’incipit di Tolstoj

Mi ha colpito fin dal titolo, l’esordio di Simone Giorgi. Chi non pensa immediatamente all’incipit di Anna Karenina? È talmente famoso, che il titolo del romanzo non può che saltare agli occhi e colpire in pieno petto sia chi, come me, ha amato e ama il romanzo di Lev Tolstoj visceralmente sia chi, forse, non lo ha mai letto ma ne ha sicuramente sentito parlare.

01-giorgi-a4-a001Sarà poi vero che tutte le famiglie felici si assomiglino fra loro? Simone Giorgi compie un esperimento, quasi da laboratorio scientifico: isola un giorno, il 12 dicembre 2003, un giorno come un altro, nella vita di una delle cosiddette “famiglie normali” quelle da campione demoscopico: padre, madre, due figli, una femmina e un maschio. Sì, perché Eleonora è la più grande (chi vuole una bella famiglia cominci dalla figlia, recita un proverbio) e Stefano le è più piccolo di quattro anni. Non sono ricchi ma non hanno problemi economici.

I figli sono entrambi adolescenti e, per chi ha buona memoria della propria gioventù o ha figli di quell’età, sa bene che all’interno di quella famiglia è possibile, anzi, è altamente probabile, si trovi una bomba senza sicura, intoccabile e irremovibile, se si usa un linguaggio prettamente militare.

E di quel preciso giorno, Simone Giorgi, narratore onnisciente, voyer dallo sguardo lucido e disincantato che immagino dietro a una telecamera, racconta tutto ciò che accade.

lultima-famiglia-feliceRiesce a creare pathos descrivendo un’apparente normalità, infonde un senso di disagio che non si placa mai. Mi sembra che l’autore imponga al lettore una continua attenzione, come se fosse lui in prima persona, il lettore, a dover maneggiare quella bomba di cui parlavamo.

La scrittura di Simone Giorgi è evocativa. A me, ha fatto pensare a un vecchio film di Nanni Moretti, La stanza del figlio, un altro lucido ritratto di una famiglia normale e ancora, restando sempre nel mondo del cinema, a un regista che amo molto, Krzysztof Kieślowski, il suo sguardo dietro la macchina da presa mi sembra che traduca il mondo in pura poesia.

Simone Giorgi, L’ultima famiglia felice, Einaudi 2016.

Elena Zucconi

Alfabetiere privato – Incontro con Azzurra D’Agostino

Giovedì 5 gennaio 2017 alle 21 alla libreria indipendente Les Bouquinistes – via dei Cancellieri, 5 a Pistoia – parleremo della raccolta di poesie di Azzurra D’AgostinoAlfabetiere PrivatoLietoColle 2016Francesca Matteoni ci condurrà nel mondo poetico di Azzurra D’Agostino, in un universo personale scandito da parole scelte tra tre lingue diverse – l’italiano, il dialetto delle sue zone d’Appennino e una lingua mista che “cerca la pulizia elementare”.
Un alfabetiere privato, composto da alcune private ossessioni e da piccole grandi mancanze.
Una piccola finestra spalancata sulle montagne dell’Appennino, sui suoi boschi, sul mondo di poesia di Azzurra D’Agostino.
 
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Azzurra D’Agostino. Ha pubblicato le raccolte poetiche D’in nciun làI quaderni del battello ebbro 2003, Con ordineLietocolle 2005D’Aria sottileTranseuropa 2011, Versi dell’abitare, XI Quaderno italiano di poesia contemporanea Marcos y Marcos 2012.
Suoi interventi critici e racconti sono stati pubblicati su varie riveste e antologie tra cui Di là dal bosco (Le voci della luna), Almanacco dello Specchio (Mondadori), Nuovi Argomenti (Mondadori), Bloggirls (Mondadori) e altri.
È giornalista pubblicista e scrive per il teatro.
Alfabetiere Privato, LietoColle 2016. Come reso evidente dall’autrice nella propria nota, “(D’Agostino) si avvale di tre lingue principali. Una è l’italiano, ovviamente; l’altra è il dialetto delle sue zone d’Appennino, la terza è una lingua mista, che cerca la pulizia elementare (…). Come queste tre lingue dialoghino tra loro e come si nutrano, anche per contrasti, l’uno con l’altra, è ciò che forse può emergere da questa raccolta”.

Ancora, Azzurra D’Agostino dice, di Alfabetiere Privato: “questo lavoro di scavo, riordino e ripensamento mi ha concesso l’emergere di alcune private ossessioni (…). Sono affiorate sette parole, che fanno di questo Alfabetiere un “privato” nel senso non tanto di “personale” quanto di privo, zoppo, monco. Mancano infatti la gran parte delle lettere, e le parole stesse che emergono sono parziali, spezzate, una parentesi del linguaggio nella sua ordinarietà. A ben vedere, trovo questa riduzione un valore, laddove all’apparenza possa sembrare un limite. O, forse, trovo il limite stesso il punto giusto su cui soffermarsi, su cui ragionare, intorno a cui dedicarsi”.

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Passaggio in Sicilia

Sabato 19 novembre alle 18 Massimo Onofri sarà ospite della libreria indipendente Les Bouquinistes, in via dei Cancellieri, 5 a Pistoia, per parlare della sua ultima pubblicazione Passaggio in Sicilia (Giunti, 2016) insieme a Giuseppe Grattacaso.
Si tratta di un incontro all’interno del programma curato da Giuseppe Grattacaso Il dolce rumore della vita, promosso dall’associazione culturale Isole nel Sapere rivolto agli studenti delle scuole superiori.
 
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Massimo Onofri insegna Letteratura italiana contemporanea all’Università di Sassari. Collabora con «Avvenire», «Il Sole-24 Ore», «L’Indice dei Libri del Mese», «Nuovi Argomenti». Ha pubblicato, tra l’altro, Storia di Sciascia (1994-2004), La ragione in contumacia. La critica militante ai tempi del fondamentalismo (2007, Premio Brancati per la saggistica), Recensire. Istruzioni per l’uso (2008), Il suicidio del socialismo. Inchiesta su Pellizza da Volpedo (2009), L’epopea infranta. Retorica e antiretorica per Garibaldi (2011, Premio De Sanctis per l’Unità d’Italia). Per Giunti, nel 2015, è uscito con grande successo Passaggio in Sardegna.
 
 
«Se in Sardegna il silenzio e la solitudine s’increspano in paesaggio, in Sicilia, invece, anche la natura più remota t’appare sempre come il risultato di una qualche civiltà, d’un coro di voci e di echi. Difficile non sentire, anche percorrendo il più impervio dei sentieri, il sospetto di un’orma, fosse quella d’un sicano, un normanno o un saraceno.»

 

Passaggio in Sicilia.

Una vera e propria guida-romanzo da affiancare alla guida turistica, per entrare più profondamente nell’interiorità di una grande terra dalle stratificazioni culturali molteplici e complesse.

Dopo il successo di Passaggio in Sardegna il viaggio di Massimo Onofricontinua in Sicilia: l’isola da sempre amata ma poi perduta nella nostalgia. E Onofri parte da lì, da dove lo avevamo lasciato, cioè dal centro della Sardegna, con lo stesso spirito di quelle camicie rosse che s’imbarcarono, 150 anni fa, da Quarto per Marsala.

Un viaggio verso quella terra-continente, bellissima e feroce, mitica e dolorosamente contemporanea, che i più grandi siciliani dell’ultimo scorcio del secolo scorso hanno patito come irredimibile. Ma i siciliani possono ancora salvarsi? Onofri vuole verificare, una volta di più, le ragioni d’una sconfitta che è metafisica, prima che storica e antropologica, affidandosi magari a una nuova speranza. (cambiare paragrafo)

Un viaggio fuori dei percorsi obbligati dall’esotismo di massa, alla ricerca di sé, del sé. Ecco, allora, Palermo sontuosamente inesistente, con la sua corda pazza, il suo vitalissimo senso di morte; Catania felicissima e mondana, col suo erotismo di natura e quotidiano; Enna, elegantissima, alta e sola; Comiso viva e cordiale; Siracusa dolcissima e utopica; Marsala in versi e prosa; Caltanissetta operosa e civile; Agrigento con e senza Pirandello; Messina che, alla fine di tutto, non c’è. E poi: i silenzi di Sciascia, gli ignoti marinai di Consolo, le euforie di Bufalino, le passioni di Guttuso e Buttitta, i sogni dipinti di Giuseppe Modica, e molto altro ancora.(cambiare paragrafo) Passaggio in Sicilia, una vera e propria guida-romanzo da affiancare alla guida turistica per entrare più profondamente nell’interiorità di una grande terra dalle stratificazioni culturali molteplici e complesse. Un’opera magmatica, ricchissima tanto di informazioni quanto di stimoli, di suggestioni, di illuminazioni; una originale nuova frontiera della narrazione.

La locandina è di Tirez sur le Graphiste (alias Enrico Anzuini)

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Etica dell’acquario

Venerdì 18 novembre alle 18 Ilaria Gaspari sarà ospite della libreria indipendente Les Bouquinistes – in via dei cancellieri, 5 a Pistoia – per raccontare il suo esordio letterario con Etica dell’acquario (Voland, 2015) fresco vincitore del 2° posto ex aequo al premio Augusta. Un’opera prima interessante, ambientata a Pisa dove l’autrice ha frequentato la Normale. Un romanzo che raccoglie esperienze personali e ricordi che vengono stravolti ed esasperati a servizio di una trama e di un ritmo che tengono il lettore in apnea fino all’ultima riga.
gaspari-twitter
 
ETICA DELL’ACQUARIO
“Dall’acquario stavamo per essere liberati, autorizzati finalmente al mare aperto…” 

Gaia è bella, egocentrica e infelice. Un giorno di novembre torna nella città in cui ha studiato, dopo un’assenza di dieci anni. A Pisa niente sembra cambiato, invece è cambiato tutto. Gaia ritrova gli amici di una volta e il suo amore dei tempi dell’università; ma a dividerli ci sono, ora, gli anni passati lontani e la morte di una compagna di studi, Virginia, avvenuta in circostanze oscure. L’inchiesta sul misterioso suicidio si snoda fra le vie della città e i collegi della Scuola Normale, fra ricordi sepolti e ossessioni che vengono alla luce.

ILARIA GASPARI è nata a Milano nel 1986 e si è diplomata in Filosofia alla Scuola Normale di Pisa. Attualmente vive e lavora a Parigi, dove sta scrivendo una tesi di dottorato. Etica dell’acquario è il suo primo romanzo.
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