Incontro con Violetta Bellocchio

Martedì 23 maggio 2017 alle 18 Violetta Bellocchio sarà ospite della libreria indipendente Les Bouquinistes (in via dei Cancellieri, 5 a Pistoia) con il suo romanzo Mi chiamo Sara: vuol dire principessa, appena pubblicato per i tipi di Marsilio.

01-BELLOCCHIO-A4-a001 (1).jpgSara arriva a Milano nell’autunno del 1983. È sola. È bella. Ha quindici anni. Vuole essere presa sotto la protezione di Antonio, un deejay bravo a lanciare attori e musicisti di nessun talento. Viene scelta, proprio lei, per dare corpo all’ultima idea di lui: “la rosa di vetro”, una principessa bianca che canta musica elettronica. Così Sara diventa Roxana, una stella del videoclip, con la voce di un’altra al posto della sua. E poi diventa la donna di Antonio, il segreto più prezioso di un uomo adulto. Lui la chiama bimba, animale, anima gemella. Lei impara a muoversi in un mondo fatto di residence, discoteche, studi televisivi e massacranti tournée estive, dove il denaro viene accumulato e bruciato con la stessa facilità, e il trucco è sempre “guardare più lontano”. Ma nel frattempo sta crescendo un’altra Sara, una ragazzina curiosa e selvatica, che non vuole dipendere da nessuno. Un’artista. E quando le due metà di Sara entrano in conflitto, solo la più forte è destinata a sopravvivere. Con un ritmo trascinante e una voce potentissima, Violetta Bellocchio ci regala una protagonista senza precedenti nella narrativa italiana, per un romanzo che accompagna il lettore in un lungo viaggio alla scoperta della verità su se stesso.

 
Violetta Bellocchio ha pubblicato con Mondadori i romanzi Sono io che me ne vado (2009) e Il corpo non dimentica (2014). Ha fondato la rivista online “Abbiamo le prove”, un contenitore di storie non fiction scritte da donne italiane, da cui nasce l’antologia Quello che hai amato, in libreria per Utet da settembre 2015. Per la collana “I Corsivi” del Corriere della Sera ha pubblicato il reportage La ragazza alla finestra; ha pubblicato racconti per minimum fax (in L’età della febbre, 2015) e per Marcos y Marcos (in Ma il mondo non era di tutti?, a cura di Paolo Nori, in uscita in autunno 2016). Collabora a Internazionale, Futura (newsletter del Corriere della Sera), Rolling Stone, Pagina 99.
La locandina è di Tirez sur le Graphiste
info: lesbouquinistes@libero.it oppure 3287432522
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Vita coniugale – Incontro con Ivan Levrini

Sabato 6 maggio alle 18, lo scrittore Ivan Levrini sarà ospite a Les Bouquinistes (in via dei Cancellieri, 5 a Pistoia), per parlare del suo nuovo libro, Vita coniugale, appena edito da Quodlibet nella collana Compagnia Extra, diretta da Ermanno Cavazzoni e Jean Talon. A dialogare con l’autore ci sarà lo scrittore e patafisico Paolo Albani.

01-LEVRINI-A4-a001.jpgLa famiglia è il primo momento dello stadio etico, diceva Hegel, ma oggi ci sono più morti in famiglia che delitti di mafia. Perché nella vita coniugale tante amarezze, rivalse, ingratitudini, ripicche? perché tante stoviglie in frantumi? col pesce rosso, poveretto, lasciato boccheggiante sul pavimento tra i cocci e l’acqua sparsa, durante il silenzio che segue lo sfogo, per essere poi gettato nell’acqua putrida del gabinetto.

Perché non sottoporre la famiglia ad accurata analisi per scoprire le forze che agiscono tra moglie e marito, al fine di rendere la famiglia meno pericolosa, a vantaggio della futura umanità? Questo lo scopo del presente volume, che mette a fuoco un vasto spettro di situazioni: coniugi che per evitare rischi abitano in case diverse come eterni fidanzati; mogli che approfittando del Natale partono da sole verso vacanze esotiche; mariti che fuggono per non diventare assassini; villette a schiera linde e ordinate, dove più facilmente attecchisce il crimine.

«Cosa fai? chiede la moglie. Vado a comprare le sigarette, risponde il marito.»

Ivan Levrini, nato e cresciuto a Reggio Emilia dove insegna al liceo, ha scritto su diverse riviste: «Discipline filosofiche» (fondata da Enzo Melandri); «Il Semplice»; «L’Accalappiacani»; «Parol»; «Griseldaonline»; ha tenuto la rubrica Aberrazioni filosofiche sul «Caffè illustrato»; sue riscritture in Novelle stralunate dopo Boccaccio (Quodlibet, 2012) e un racconto in Almanacco 2016 (Quodlibet, 2016). Del 2011 la raccolta di racconti Semplici svolte del destino (QuiEdit).

Info: lesbouquinistes@libero.it oppure 3287432522

I piccoli pezzi di un puzzle

Il tuo nemico di Michele Vaccari è un libro difficile da raccontare perché è quasi impossibile riassumerlo senza banalizzarlo. Ci sono due generazioni che si scontrano. Et voilà, la retorica è servita.

Il tuo nemico va proprio letto, e letto con attenzione perché si sviluppa seguendo direzioni completamente diverse tra loro.

urlLa struttura è complessa. Un meccanismo raffinato e perfetto simile a quelli che si trovano all’interno delle vecchie cipolle che si appendevano sul panciotto. Puoi non farci caso, non pensarci, non prestare loro attenzione, ma nel silenzio ne ascolti il ritmato e perfetto ticchettio. E allora ti accorgi che tutto ha una sua logica, una sua funzionalità. Il tuo nemico mi ha ricordato un romanzo di oltre vent’anni fa, La famiglia Winshaw di Jonathan Coe. Tanti piccoli pezzi di un puzzle, rovesciati da un sacchetto, su un piano. Un totale caos che nasconde un disegno, un’immagine preventivamente pensata e realizzata. Ma perché questo accada, perché il caos si trasformi nel disegno pensato, ogni pezzo dovrà trovare la sua perfetta collocazione. In un romanzo il disegno non viene mostrato preventivamente al lettore, come succede a chi si accinge ad aprile la scatola di un puzzle. Per scoprirlo, per interpretarlo e dargli un senso, sarà necessario attenersi a quanto si trova sulla pagina, a quello che l’autore dice o non dice. Il linguaggio quindi è fondamentale per addentrarsi in una trama non semplice. E il linguaggio di Vaccari è tutt’altro che scontato. Si ha l’impressione nettissima che l’autore sia alla ricerca di un canone diverso, nuovo, che riesce spesso a distrarre il punto di vista del lettore con similitudini a volte azzardate forse, ma sempre originali, che colorano un immaginario nuovo. È come se questa sfida tra padri e figli si riversasse nel linguaggio, uscendo dall’uso stereotipato della lingua, opponendosi con una rottura forte.

Locandina VaccariI personaggi sono tutti compressi da una rabbia che sembra impossibile esprimere fino in fondo. In tutto il romanzo si avverte l’odore forte e acre di una ribellione inesplosa in attesa della miccia giusta, la scintilla perfetta che porterà alla deflagrazione più che naturale. Ma non è lo scoppio che sconvolge il lettore, quanto il continuo fluire di questa energia debordante e contraria a una generazione spaventosa, che non vuole cedere la sua posizione, i privilegi acquisiti per diritto di anzianità, che si impone in maniera brutale su una generazione che sembra non riuscire mai ad emergere, ad affermarsi sui padri e sulle madri in un rinnovo generazionale salvifico e liberatorio. E la violenza continua a fluire, sotterranea, invisibile forse, che si pensa disinnescata ma che invece è lì, un magma potente che dovrà trovare un naturale sbocco.

Internet riveste un ruolo fondamentale nel romanzo, contemporaneamente presente e assente. Presente e assente perché il romanzo gioca su vari piani temporali che partono dal 1986 e terminano nel 2017 e perché durante il lunghissimo periodo di volontario eremitaggio urbano il protagonista si rinchiude in casa senza nessun contatto con il mondo esterno.

Sarà proprio internet a trasformarsi in miccia, in arma potente impossibile da controllare.

In questo romanzo ogni singola parola è una scelta stilistica e di significato che cambia e si evolve paragrafo dopo paragrafo. L’autore ce ne dà un’idea scegliendo i nomi dei due protagonisti, Gregorio, il nerd che deve essere pronto come il suo significato indica e Gaia, che ci riporta all’immagine della terra, della natura. Colei che dall’incipit fa precipitare il lettore in questa avventura post-salgariana, ambientata ai tempi di internet che dà il ritmo a tutto il romanzo.

Rimane lo stesso fiato corto e una meraviglia che diventa pericolosa come uno stereotipo da abbattere, come una generazione che rivuole nelle proprie mani la possibilità di un conflitto.

Michele Vaccari, Il tuo nemico, Frassinelli 2017

 

Elena Zucconi

Il tuo nemico – Incontro con Michele Vaccari

Mercoledì 26 aprile alle 18, presso la libreria indipendente Les Bouquinistes, in via dei Cancellieri 5 a Pistoia, in collaborazione con The FLR, incontro con Michele Vaccari per presentare il suo ultimo romanzo, Il tuo nemico, Frassinelli 2017.
Insieme a lui lo scrittore e caporedattore di The FLR, Alessandro Raveggi.

Locandina VaccariGregorio è un ragazzo prodigio, un genio dell’informatica, il bersaglio preferito dei bulli della scuola. Quando la professoressa di economia gli comunica l’intenzione di sostenere la sua candidatura al MIT di Boston, Gregorio vorrebbe gioire per la notizia ma non può: c’è un ostacolo, e sono i suoi genitori. Il padre, un genetista fallito afflitto dal peso di una colpa che da trent’anni lo soverchia, e la madre, una personalità ambigua, educata alla sottomissione e alla vendetta, sono una coppia borghese alla deriva, che sembra vivere per mantenere lo status quo acquisito e frustrare le speranze del figlio. Mentre la crisi incomincia a diventare una peste letale per chiunque, tra combattere contro un orizzonte di odio e ricatto o arrendersi e soccombere, Gregorio sceglie l’esilio, diventando un NEET (giovani che non studiano e non lavorano). Nel frattempo, dall’altra parte della città, una sua coetanea, Gaia, è stata arrestata per aver hackerato il sito di un noto esponente politico, sperando di farsi notare da Anonymous, in cui sogna di entrare. La madre, una marziale ex dirigente del ministero dell’Istruzione, per sfruttare le sue abilità e nel contempo punirla, la obbliga a partecipare a un’operazione governativa segreta senza precedenti nella storia del web. Grazie a una lingua originale ed espressionista che evolve e cambia di capitolo in capitolo, l’opera vive in perenne tumulto, come i suoi protagonisti, nati appena dopo la caduta del Muro di Berlino; con le loro esistenze, sembrano fotografare la situazione sociale e politica del nostro Paese, dove tutto pare ruotare intorno alla stessa, ossessiva domanda: «chi è il tuo nemico?».

urlMichele Vaccari  si occupa di editoria e comunicazione dal 1999. È consulente per la narrativa italiana di Chiarelettere ed è copywriter per Paramount Channel. È stato direttore editoriale di Transeuropa Edizioni. Ha scritto tre romanzi: Italian fiction(ISBN Edizioni), Giovani, nazisti e disoccupati(Castelvecchi Editore), L’onnipotente(Laurana Editore). È nato a Genova nel 1980. Con Il tuo nemico (Frassinelli, 2017) è candidato al Premio Comisso.

All you need is love!

Alessandra Minervini sarà ospite domani sera alle 18 a Les Bouquinistes con il suo romanzo d’esordio, Overlove.
Sono rimasta piuttosto sorpresa leggendolo per la varia umanità, mi verrebbe voglia di scrivere per il bestiaro, che popola queste pagine. I personaggi vengono descritti nel loro essere, nel loro presentarsi al lettore e tracimano dalla carta, dalla pagina scritta, per diventare esseri viventi a tutto tondo. Immagini nitide e ben delineate che, fra qualche anno, forse, pensando a qualcuno di loro, mi chiederò se mi è capitato di leggerne o piuttosto di incontrarli da qualche parte.
COPERTINA_ov copiaL’occhio indagatore di Alessandra è lucido e si rivela in un’ironia dolce e smussata che lascia tutta la più dura spietatezza alla realtà. Ci si diverte anche, leggendolo nonostante smuova corde che, a volte, vorremmo silenziose… in certe frasi, la sintesi di questa autrice mi ricorda dei versi poetici. Brevi e illuminanti.
Si parla della Puglia che non è così lontana, ma anche dell’America, di soluzioni spicciole, di scorciatoie, di come vivere semplicemente (o difficilmente!) nel presente.
E che l’amore o la fine di un amore non è mai semplice, beh, si sa ma questo non ci ripara dall’innamorarci di nuovo o dallo smettere di amare improvvisamente qualcuno.
Alessandra Minervini, Overlove, LiberAria, 2017
Elena Zucconi

Overlove – Incontro con Alessandra Minervini

Sabato 22 Aprile alle 18 presso la libreria indipendente Les Bouquinistes – via dei Cancellieri, 5 a Pistoia – Alessandra Minervini ci parlerà del suo romanzo d’esordio Overlove, pubblicato da LiberAria Editrice.
Insieme a lei Giorgia Antonelli, direttrice editoriale della casa editrice barese.
Un racconto a due voci per parlare del romanzo, dell’amore, delle scelte ma anche di come può essere il lavoro in una casa editrice tutta al femminile.
01-MINERVINI-A4-a001 (1)Overlove Cosa siamo disposti a fare per amore? Tutto, anche lasciarci.
Anna sta con Carmine da tre anni. Carmine è sposato e ha una figlia. Anna no. Si prendono e si lasciano diverse volte in un tira e molla di passione e senso di colpa.
Carmine è un sofisticato cantautore indipendente che tenta la carriera nazional popolare per sbarcare il lunario. Passa le giornate rinchiuso nel suo studio di registrazione, alternando la fase creativa all’ossessione del controllo del peso. Rancoroso e frustrato, non ha il coraggio di cambiare vita. Fino a quando il cambiamento non glielo serve Anna su un piatto d’argento. Un pegno d’amore.
In una Puglia dai colori vivi e velata di un’ironica malinconia, Anna lascia Carmine. Fino al momento prima, niente sembra essere cambiato. Ben presto la mancanza diventa un sentimento ambiguo: non è dolore per qualcosa che non c’è più ma per qualcosa che è avanzato e non è abbastanza. 
Intorno ai due protagonisti gravita la sgangherata umanità contemporanea: anaffettivi cronici, artisti egocentrici, goffi ipocondriaci, i nuovi ricchi dell’Est europeo e gli ex benestanti italiani minacciati dalla povertà borghese.
La scrittura di Alessandra Minervini procede per sottrazione e frammenti, creando nel lettore un senso di dipendenza. Si perde e si ritrova qualcosa: un amore, una vita, un desiderio, se stessi.
 
COPERTINA_ov copiaAlessandra Minervini è nata a Bari, dove ora vive. Suoi racconti sono stati pubblicati da alcune riviste tra cui “Colla”, “EFFE”, “Cadillac”. Affidandosi al pensiero di John Fante: “Per scrivere bisogna amare e per amare bisogna capire”, organizza e tiene corsi di scrittura. Il suo sito è www.alessandraminervini.info.
 
Giorgia Antonelli è direttrice editoriale di LiberAria, una casa editrice indipendente di Bari che lei ha fondato, «LiberAria Editrice pubblica libri che desidera leggere. Si tratta di storie, d’una qualsiasi forma narrativa, che hanno uno sguardo che comprende il mondo. Comprendere nel senso letterale di capacità di capire. Come sosteneva Gustave Flaubert “Scrivere è un modo di vivere”.» Loro alzano la posta e lavorano perché anche leggere diventi un modo di vivere.
info: lesbouquinistes@libero.it oppure 3280426630

Un noir a tempo di jazz

Leonardo Gori, Musica nera, Tea 2017

Musica-nera4-e1489612441931.jpgIn tutti i romanzi che vedono Bruno Arcieri come protagonista, si respira la stessa aria nostalgica verso un tempo che appartiene ormai ad un passato remoto.

Siamo negli anni Sessanta, precisamente nel 1967, ma il sentimento di nostalgia che prova il colonnello dei Carabinieri in pensione Bruno Arcieri, ci porta indietro nel tempo, in un viaggio a ritroso che segue il ritmo del jazz e che sembra inarrestabile: anni Quaranta, Trenta, Venti.

È difficile leggere questo romanzo senza battere il ritmo con un piede, senza andare a curiosare in rete alla ricerca di melodie dimenticate, ma che invece sono ancora lì, da qualche parte. Non si ha che da premere un tasto, chiudere gli occhi e aprirsi all’ascolto.

Seguendo il ritmo della musica il lettore rimante come ipnotizzato e non si stacca da Bruno Arcieri, che incontriamo a Viareggio per il funerale di un amico del tempo che fu.

Nella città toscana lo aspetta il passato, fatto di storie irrisolte che, per questo, addolorano ancora di più.

Locandina Gori.jpgDov’è la tomba dei piccoli Levi e del loro padre, trucidati dai nazisti sui monti della Versilia, dopo che un delatore ne aveva denunciato il rifugio? Chi sono le donne vestite di nero che tutti i giorni guardano il mare? Davvero rivedrà Elena Contini, la donna che ha sempre amato e che rende il passato ancora più attraente? Che cosa c’entra con tutto questo la meravigliosa musica jazz rievocata da Leonardo Gori?

Un noir avvincente e ben costruito che disorienta il lettore con tantissimi particolari e dettagli (dal fruscìo della seta alla marca di sigarette Macedonia per fare un esempio) la cui trama stordisce ed eccita come la musica nera del titolo.

 

Elena Zucconi